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n. 220 Marzo/Aprile 2017

 

 

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Tuttomontagna n. 137 di Dicembre 2007/Gennaio 2008

SENZA CONFINI LA FAMA DI ANTONIO PIGOZZI

Una vita per il presepio

Negli ultini tre anni ben 12mila visitatori al museo di Gazzano. E’ suo il primo quadro non spagnolo ospitato al Belen di Barcellona. I sogni nel cassetto di Antonio Pigozzi.

Nazzarena Milani

 


Antonio Pigozzi spiega un suo quadro a una bimba di Fritzlar in visita al museo.

IL MONTANARO DELL'ANNO

E’ il celebre presepista Antonio Pigozzi il montanaro dell’anno 2007 secondo i collaboratori di Tuttomontagna. Il nome dell’artista di Gazzano è il terzo in un albo d’oro che annovera quelli di Maurizia Marchesi nel 2005 e Lorenzo Spaggiari nel 2006. Dopo lo spoglio delle preferenze (tre per ogni scheda: assegnavano 1, 3 e 5 punti) al montanaro che si è maggiormente distinto nel corso dell’anno è giusto menzionare altre segnalazioni importanti che vanno dal mondo della solidarietà e del volontariato, come Riccardo Azzolini del Gaom e don Pier Luigi Ghirelli, a quello dello sport con Giuliano Razzoli, a quello dell’impegno sociale con Un giovane Appennino di energia, e di nuovo all’arte con la compagnia Piccolo Sistina. Segno, gli ultimi due, di quanto siano sentite le tematiche giovanili.


Se 12mila persone nel giro di tre anni sono salite a Gazzano di Villa Minozzo per vedere i suoi presepi un motivo ci sarà. Gazzano non è propriamente a portata di mano... E’ un paesino di montagna collocato in un punto particolarmente periferico: è all’estremità di un comune, di una provincia, di una regione. Eppure l’hanno raggiunto in migliaia per ammirare i presepi di Antonio Pigozzi. Dal 2004 (anno dell’ampliamento e della riorganizzazione della mostra), le pagine dei quadernoni si sono riempite di firme e di complimenti.
Ma non solo nel suo paese è possibile ammirare i suoi presepi artistici. Le opere di Antonio Pigozzi sono in bella mostra in molte località d’Europa e il suo nome spicca fra i presepisti di fama internazionale. In occasione del Natale di quest’anno, la Iglesia del Belen (ovvero Santa Maria di Betlemme, detta “chiesa del presepio”) di Barcellona, che raccoglie le maggiori opere dell’arte presepistica spagnola, per la prima volta ospita un quadro non spagnolo: dal 30 novembre, giorno dell’inaugurazione, i visitatori possono ammirare un diorama di Pigozzi, una Ricerca dell’alloggio con le tipiche case a torre, gli scorci e i sentieri del nostro Appennino. Ma è solo l’ultimo di una lunga serie di riconoscimenti che unanimemente incoronano l’arte di questo montanaro schivo, dagli occhi trasparenti, cui i collaboratori di Tuttomontagna hanno voluto attribuire il titolo 2007 di “montanaro dell’anno”.
Stupito? Contento? “Non ci pensavo... - risponde - vorrei proprio sapere chi sono quei pazzi...”. Ma i dati parlano chiaro, anche se Pigozzi li espone in modo quasi sommesso, perché non ama l’enfasi, né i toni troppo alti.
“L’impennata c’è stata nel 2004, poi i visitatori sono sempre andati aumentando. Con l’iniziativa de ‘La strada dei presepi’ c’è stato un salto di qualità e tutte le domeniche arriva gente, a volte gruppi numerosi. Questa primavera è arrivato a Gazzano un pullman di cinquanta persone, tutti presepisti provenienti da Regensburg, la città del Papa. Hanno visitato la mostra ma anche ammirato il nostro Appennino, erano entusiasti di tutto. Quest’anno l’afflusso è stato davvero incredibile, soprattutto dalla Toscana e dalla pianura. Arrivano sulla base del passaparola e sono quasi sempre persone interessate alle tecniche, ai materiali, ai soggetti. Molti vorrebbero imparare e mi chiedono informazioni e consigli. Ciò che attira molto è l’ambientazione popolare dei presepi: attraverso di essi rivivono ambienti, mestieri e paesaggi che la modernità ha cancellato, una realtà spesso soffocata dalla cementificazione selvaggia”.

La visitazione della Vergine Maria.




Alla ricerca delle atmosfere magiche dei suoi diorami si è messa anche la Rai, che attraverso la trasmissione televisiva Geo & Geo, in una puntata la cui programamazione è prevista in questi giorni, intende mostrare al vasto pubblico le opere d’arte presepistica che il piccolo borgo di Gazzano racchiude e protegge. La troupe di Rai3 lo ha raggiunto e durante un’intera giornata ha catturato immagini e raccolto materiali, al centro i diorami di Pigozzi ma anche la nostra montagna con i suoi tesori.
Sono una trentina i presepi che da Gazzano sono partiti per raggiungere località anche molto lontane (Germania, Austria, Spagna, Repubblica Ceca e numerose località italiane; a Giarre, nel primo museo del presepe sorto in Sicilia) ma, come quelli rimasti a casa, continuano a parlare del nostro Appennino, della sua luce, dei suoi profili, della sua bellezza.
“Ho tanti progetti o forse dovrei dire sogni - racconta Antonio Pigozzi -. Vorrei ampliare la mostra e allestire, a Gazzano, un museo vero e proprio. Gli spazi ci sarebbero, il materiale anche, ma il vecchio fienile va ristrutturato ed è una spesa che né io né la Pro loco siamo in grado di affrontare. Un museo sarebbe finalmente uno spazio che renderebbe più completo il discorso sul presepe e sarebbe qualificante per tutta la montagna. Non avrei nessunissimo problema ad allestirlo, posso contare sull’Associazione italiana amici del presepio di cui faccio parte dall’‘84. Fra di loro ho tanti amici che in questi anni mi hanno sempre aiutato, sia umanamente che operativamente. Così come so di poter contare su alcuni amici del coro ‘Vocilassù’ che ugualmente mi sostengono da tempo. Mi piacerebbe anche attivare un corso, magari residenziale... Per quest’anno ho introdotto tre nuove scene nella mostra inaugurata l’8 dicembre: una è il diorama spagnolo proveniente dalla Iglesia del Belen, una è degli amici di Verona e una è degli amici di Ponte San Pietro (Bergamo). Nuova è anche la scena nel vecchio oratorio, una mia natività popolare, come le tre opere ospitate in chiesa: un presepe di Daniele Dal Col di Pieve di Soligo (Treviso), che è un mio allievo, una scena di un ragazzo napoletano che vive a Reggio e un’opera degli Amici del presepe di Penne (Pescara). Come sempre saranno visibili tutti i giorni fino al 6 gennaio e poi tutto l’anno (di domenica). Ad agosto la mostra sarà aperta tutti i giorni; quest’anno solo nel mese di apertura estiva abbiamo avuto più di mille visitatori. A Castelnovo sarà poi possibile vedere, nell’ex Palazzo Ducale, il presepe scenografico che mi è stato commissionato, per il Natale 2007, dalla parrocchia”.
Chissà cosa pensano, cosa vedono, cosa provano le persone che si fermano davanti a un presepio. Si fermano, scrutano, a volte commentano... Ognuno andando a pescare in una bella zona del cuore umano. Come quella bimba tedesca in piedi sulla sedia per ammirare il primo presepe di Pigozzi che ha varcato i confini nazionali. Era il 2002 e, con l’aiuto del Comune di Casina, approdò a Fritzlar, in Germania.
Chissà a cosa pensano... ma, di sicuro, si mette in moto una bella zona del cuore umano.

Sommario



Una vita per il presepio


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L'Appennino dei Ricordi

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