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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Tuttomontagna n. 128 di Dicembre 2006/Gennaio 2007

TUTTOMONTAGNA n. 220 di Marzo/Aprile 2017Non tradisce le attese il numero natalizio di Tuttomontagna, pieno zeppo di argomenti interessanti, personaggi di spessore e storie coinvolgenti. Tra queste merita di essere segnalata quella del castelnovese Ninetto Ferrari: il suo busto bronzeo all'ospedale Sant'Anna avrà certo suscitato la curiosità di molti, ma in realtà ben pochi conoscono la triste vicenda di questo laureando in medicina morto nel 1934 in seguito a un'infezione cadaverica contratta all'Università di Parma. E' un piccolo regalo del giornale in occasione dei 75 anni dell'ospedale fondato da Pasquale Marconi, ricorrenza per la quale il regalo per la cittadinanza sono diverse nuove strutture tra cui la Tac di ultima generazione.
Apre il numero natalizio un neo laureato in psicologia del tutto speciale, Agostino Curti di Ienza di Canossa, non udente capace di straordinarie conquiste nella scuola e nella vita. Un altro laureato, il prof. Lorenzo Spaggiari di Casina, chirurgo di fama mondiale che lavora all'Istituto Europeo di Oncologia, è il "Montanaro dell'anno" secondo i collaboratori di Tuttomontagna.
In primo piano tradizioni vecchie di secoli come la recita della befana (o befanata) e il presepe, che da qualche anno ha un posto di rilievo - anche da un punto di vista turistico - nell'Appennino reggiano: c'è "La strada dei presepi" che ha come capitale Gazzano, il paese del grande presepista Antonio Pigozzi.
Una sezione corposa è dedicata a pietre miliari della nostra storia scolastica: dai recenti scomparsi Anna Curini, Deno Cagnoli e Remo Torlai (il partigiano "Tito") alla maestra Clementina Clementi Guidetti, festeggiata per il 90° compleanno.
Più che mai interessante il capitolo arte, con l'intervista all'attore Corrado Tedeschi e la storia di Nico Alberti di Gatta, cantante assai in voga tra gli anni Cinquanta-Sessanta ma che abbandonò la carriera nel 1963 per dedicarsi alla campagna.
Come tradizione il calendario in omaggio accompagna l'ultimo numero dell'anno della rivista (numero doppio, prossimo appuntamento a metà febbraio): le immagini d'epoca sono firmate dal grande fotografo Roberto Sevardi.

 

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Un’autostrada ecologica dentro il Parco


L'Appennino dei ricordi


Guardo la vita con gli occhi di un bambino entusiasta


La parola ai giovani

 

 

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