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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Perle d'estate

Numero editoriale: 124

 

di Giuseppe Delfini

- La fusione dell’appuntamento turistico (che non significa per forza oceanico come movimentazione di persone) con quella che può essere definita il simbolo per eccellenza della laboriosità, della tradizione e (speriamo) del futuro della montagna, e cioè la latteria, ci pare uno degli eventi più suggestivi dell’estate. Provate a pensare alla poliedricità del mondo di valori, emozioni, fatiche, ricette, segreti e persone, che ruota  intorno ai santuari dove da sempre il formaggio non si fabbrica ma si fa. A tale universo accorpate le variopinte iniziative organizzate in alcune di esse e ne avrete un mix decisamente prelibato. Troppo spesso non vediamo e non valorizziamo appieno ciò che abbiamo vicino. Capita con le persone ma pure con le “cose”, panorami, cattedrali, monumenti o latterie che siano. Il tentativo di spostare i riflettori su queste ultime rappresenta  un’intuizione geniale, che inoltre contribuisce al decollo di quelle strade del gusto di cui è ricca la nostra montagna. Il tartufo, l’asparago, i funghi, il pecorino, i frutti di bosco... e poi il filone dello “slow food” e di quelle prelibatezze che, prese a sé, sembrano piccoli gioiellini senza eccessive prospettive di mercato, ma che se unite sotto l’ombrello di una grande idea possono trasformarsi in carte di un mazzo vincente.
- Non possederemo le facoltà universitarie più o meno distaccate (come promesso anni or sono da un onorevole), ma il Conservatorio sì. Il “Merulo” a breve diventerà, da grande e glorioso istituto, un indipendente Conservatorio di Stato. Avremo così l’università della musica nella nostra capitale. Se affianchiamo tale notizia alla presenza di un teatro come il Bismantova, attorno al quale stanno ruotando eventi, persone e artisti in quantità e qualità, ne ricaviamo un quadretto da fare invidia. Speriamo che la  cruda realtà dei bilanci e delle necessità economiche, alla quale per un tot dobbiamo pur inchinarci (soldi da buttare non ce ne sono, e certe scelte sono a senso unico), non tarpi le ali a quella che è un’altra bella opportunità della nostra terra.
-Esistono due situazioni che, una volta per tutte, vorremmo vedere sistemate in maniera positiva. La prima riguarda Cerreto Laghi. Non stiamo alludendo solo al tetto del palaghiaccio (fino a poco fa per metterlo in sesto mancava una vagonata di euro: sono arrivati?), ma anche all’area dell’ex campeggio. Già salita agli onori della cronaca, è rimbalzata di nuovo sui giornali per un’incresciosa vertenza ambientale, dovuta a un eccessivo scarico di materiali inerti. E’ una delle perle del nostro regno,  vanta una stazione che, tra l’altro, anche per l’estate ha allestito un piatto colmo di offerte: possibile che non si riesca a salvaguardarla come si deve? Possibile che, come immagine, l’intraprendenza e il coraggio dimostrati dai suoi imprenditori e amministratori siano messi a rischio da questi episodi? Di chi è la responsabilità? La seconda situazione della quale parlavamo appena sopra è costituita dal Parco nazionale. E’ ora di dargli  presidente e organi direttivi: mettiamolo in grado di trottare a pieni giri. Era stata ufficializzata una terna di nomi, ai quali si era aggiunto Cattozzi. Ora si riparla di Fausto Giovanelli o del verde Neroni: non entriamo nel merito delle nomination (anche se ci garberebbe che la scelta non venisse fatta nelle oscure stanze e per segreti accordi, seppur conditi da nobili motivi: in fondo, tale presidente dovrà collaborare con privati, Enti vari, imprese e associazioni di categoria. A loro hanno chiesto almeno un parere?), ma finalmente, dopo anni di palleggiamenti, ricorsi, commissariamenti e sedi in centro città (contestate palesemente anche dai cittadini, ma... interessa veramente a qualcuno il pensiero della gente?), voltiamo davvero pagina. Con celerità. Perché di tempo se n’è già perso abbastanza.

 

 

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