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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Piccolo sì, bastardo no

Numero editoriale: 123

 

di Giuseppe Delfini

L’allarme lanciato prima da alcuni cittadini e poi dalle Amministrazioni di Casina e Carpineti non deve passare inosservato. Stiamo parlando dell’esseoesse riguardante le gallerie di Migliara e del Seminario, la cui illuminazione è ormai in stile camera mortuaria e il cui impianto semaforico (quello che dovrebbe bloccare i veicoli in caso di incendio nel lungo tunnel) è semplicemente in tilt. L’Anas ha recentemente sistemato le altre gallerie, quelle più corte, del tratto appenninico, ma per questi due biscioni d’asfalto col guscio o sono finiti i soldi o è terminata la spinta propulsiva dell’interessamento statale. Doppio evviva, visto che ne va della vita e della sicurezza dei tantissimi che da lì non possono fare a meno di transitare. Ma c’è qualcos’altro di cui vorremmo chiacchierare tra noi. Si parla spesso, sempre a proposito di viabilità, della necessità di nuove grandi infrastrutture (la sistemazione della statale 63 con in pole position l’ormai leggendaria tratta Bocco-Canala, il prolungamento della Gatta-Pianello e il traforo del Cerreto sono solo esempi), ma poi si annega nel bicchiere d’acqua delle manutenzioni ordinarie, dalle quali non si dovrebbe in ogni caso prescindere perché ovvie e indispensabili. Si studia il menù del prossimo giorno di festa ma non ci si preoccupa di come riempire il piatto nei giorni lavorativi. Vi sembra normale? Si futureggiano grandi cavalcate, ma poi si inciampa zompettando sulla strada che potrebbe condurre, con risoluzioni sicuramente abbordabili, a uno stile di vita più al passo coi tempi. La difficoltà nelle “piccole cose” la si è già verificata e la si sperimenta tuttora. E’ il caso della ricezione del segnale dei telefonini (per quanto tempo svariati angoli della montagna sono risultati muti?) e del segnale televisivo (guardare la tv talvolta sembra un lusso), della diffusione della “banda larga’”e della costruzione di impianti di distribuzione del carburante (ricordate quanto sudore hanno profuso a Vetto per rifare quello tragicamente bruciato?), tanto per dirne qualcuno. Esistono svariati progetti e molteplici cambiamenti che potrebbero portare, senza necessità di rivoluzioni, spese folli o sconquassi tecnico-legislativi, a sostanziali miglioramenti in più di un ambito (commerciale, fiscale, scolastico, lavorativo...). Che dire? Speriamo nel nuovo Governo? Intanto, continuiamo a farci sentire. Ma andiamo avanti. Fissando alcune oggettive difficoltà della vita nei paesi piccoli e distanti dai centri più attrezzati e popolati, come quelle appena citate, verrebbe spontaneo parafrasare il verso di una canzone di Guccini, diventato pure il titolo di un libro: piccolo paese, bastardo posto. Ma non è così. Non lo è ora e deve diventarlo sempre meno: nei fatti, nella mentalità di chi ci vive, nell’immagine turistica e nella percezione collettiva. Oltre il 72% degli 8.100 Comuni italiani (il 55% della superficie dello Stivale) conta meno di 5mila abitanti, per un totale di circa dieci milioni di persone. Anche nei dati, quindi, non stiamo parlando di situazioni secondarie. Non vogliamo nemmeno decantare questi luoghii come paradisi in terra, comunque e a prescindere, ma il modello di vita che essi rappresentano e le caleidoscopiche ricchezze che possono offrire rappresentano un tesoro che, nel suo genere, non è secondo a nessuno.
P.S.: Roberto Zappaterra, il castelnovese arrestato in Grecia per essere stato trovato in possesso di alcuni reperti archeologici raccolti in quel Paese, è tornato a casa dopo il  pagamento di una cauzione. Abbiamo già scritto su questa vicenda e non vogliamo annoiare con delle ripetizioni. Pensiamo però che come comunità sia importante, al di là delle valutazioni personali di ogni singolo fatto, fare sentire una concreta vicinanza umana a chi deve sopportare toccanti prove e alla sua famiglia. Un poco di calore non guasta mai. Quindi: bentornato!

 

 

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