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n. 220 Marzo/Aprile 2017

 

 

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Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Toh, i partiti!

Numero editoriale: 131

 

di Giuseppe Delfini

Ci sono notizie sulle quali, lasciati sfumare i titoli di coda, è bello tornare. E’ il caso della “scuola di montagna” di Succiso. Per tre settimane recentemente un centinaio di alunni provenienti dalle superiori di Reggio ha soggiornato a Succiso, Cecciola e Pratizzano per poi prendere parte, durante la giornata, a lezioni sulla storia, le tradizioni, i personaggi, la gastronomia e l’economia dell’Appennino, a conferenze ed escursioni. Da decenni vediamo le aule di quasi tutte le nostre frazioni trasformarsi in qualcosa di diverso da quello per le quali erano state edificate. L’assistere così a questa sana invasione di studenti che si spera che s’innamorino dei nostri luoghi, non può che fare piacere. Tanto più se ciò accade in una zona dove sono state create diverse intraprendeti realtà con l’obiettivo di creare lavoro, respiro e futuro. Come esperienza pilota avrà sicuramente margini di miglioramento, ma ci pare che la strada intrapresa meriti attenzione. La grande idea spesso non è quella che richiede un super investimento, ma quella che coinvolge più gente possibile con entusiasmo, semplicità e fantasia.
Ci sono notizie sulle quali può essere utile soffermarsi. Non vogliamo esacerbare un dibattito già pimpante di suo, ma se col Parco nazionale  si voleva creare un’istituzione snella e semplice, sarà meglio rivedere qualcosa. La sede a Reggio non ha certo aiutato a risparmiare soldi o ad incrementare il patrimonio di simpatia, ma la proposta di sdoppiare tale struttura (Ligonchio e Sassalbo) va nella medesima direzione, e la storia della sede itinerante (ieri Reggio, poi Succiso, ora Cervarezza, domani chissà) rischia di generare un caos d’immagine. E ancora: non vediamo il bisogno di moltiplicare sedie e ruoli, con l’istituzione di un ulteriore organismo come l’Ufficio di presidenza. Esistono un presidente, un Consiglio direttivo e la Comunità del Parco. Basta. Non capiamo, se non in un’ottica di spartizione o di compravendita partitica, la necessità di altre cariche. Non si era poi detto che questo era un Parco nato tra la gente e gestito dagli enti locali? Benissimo. Peccato che dalla riunione di Lucca della Comunità del Parco, quella dove sono stati eletti i rappresentanti della Comunità nel Consiglio direttivo, sia emerso che le scelte erano state centellinate e volute in base a un accordo tra i partiti. Nulla da dire sulle persone scelte, sul metodo utilizzato sì.
Ci sono notizie alle quali non viene dato il risalto che meriterebbero. A Carpineti da anni non si apre il ristorante del castello, di proprietà tra l’altro di famiglie che, in quanto a conoscenze e sensibilità, non dovrebbero avere problemi. Qualcuno vuole spiegare come stanno le cose? Sul sentiero che porta al castello di Canossa (che non gode certo di attenzioni e riguardi particolari, anzi...) sono stati riscontrati fili che uscivano da corpi illuminanti e che conducevano corrente. In sostanza, fili “staccati” a portata di tutti che davano la scossa. E’ una cosa normale? E’ questo il riguardo per i nostri luoghi simbolo e per i turisti? Di quando in quando qualche news sbuca qua e là, in ogni caso: come si affronta o affronterà lo scandalo del lavoro nero anche in montagna? In Italia ci sono troppi Enti inutili o sovradimensionati. Il tema era d’attualità quando sembrava che qualche Comune dovesse scegliere tra l’appartenenza all’Unione o alla Comunità montana. Se ne dibatte quando si allargano le giunte o rinnovano le Amministrazioni. Ne riparleremo solo per le prossime votazioni? Prima i problemi con l’Enel, ora si parla di riorganizzazione delle Poste (leggi: chiusura di uffici). Senza servizi i borghi si spopolano. L’abbiamo registrato all’indomani dell’addio di negozietti e bar dai nostri luoghi. Ma possibile che su questo versante sia un’emergenza continua?

 

 

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