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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Il reparto dei contrari

Numero editoriale: 133

 

di Giuseppe Delfini

Il due, come recita una simpatica teoria, non costituisce il doppio di uno, ma il suo esatto contrario. L’avere siglato un accordo sulle due sedi del Parco emilian-toscano, quindi, può considerarsi il bersaglio opposto a quello che si sarebbe voluto e che avrebbe indicato il senso pratico. Ma tant’è. Ormai i binari su cui viaggiare sono questi e, come già accaduto altrove per sfamare orgogli e appetiti, Ligonchio e Sassalbo si spartiranno la corona di prime donne. A Ligonchio, che deve accontentarsi di un ruolo minore rispetto alle promesse e ai preventivi, si cercherà di riconoscere quel qualcosa in più che possa bilanciare, almeno nel biglietto da visita, le mancate aspettative (nucleo del Corpo forestale? Vedremo se il presidente farà gol). Visto che persino i ligonchiesi, pratici e di buon senso, hanno rinunciato ai loro propositi bellicosi e agli slanci polemici, eviteremo di insistere sulla nostra tesi preferita (unico centro e a Ligonchio). Quello che vogliamo sottolineare è che con la definizione della sede (che è stata battezzata ancor prima dell’insediamento di tutti gli organismi del nostro Nazionale, come invece sarebbe dovuto accadere per statuto. Ma non si era sempre proclamato l’esatto contrario?) e con la prossima ratifica delle nomine dei consiglieri, finalmente questo ente potrà ingranare una marcia piena, complessiva e coordinata, e non essere solo il frutto di un seppur intenso lavoro del suo presidente. Si scopriranno così le carte, e capiremo se la tanto sbandierata definizione di “volano dello sviluppo della montagna” incarnava una frase fatta o una realtà in divenire. Quello che ci auguriamo è che almeno questa istituzione sia esentata dal clima rissoso, acido e caotico che sta caratterizzando l’attuale momento politico: il contrario di quello che ci gusterebbe ammirare. Esemplifichiamo a caso. In Municipio a Reggio, nonostante i numeri favorevoli, troppo spesso fanno fatica anche a garantire il numero legale (senza contare poi la recente incredibile baraonda nata per la sostituzione di un consigliere). In Provincia stiamo assistendo a una feroce e sorprendente guerriglia tra la presidente Sonia Masini e i sindacati. Anche nei piccoli Comuni registriamo il proliferare di bisticci personali e nascite di nuovi gruppi in movimento. Se poi zompettiamo sul fronte partitico, notiamo che il costituendo Partito Democratico, che dovrebbe contribuire a semplificare il panorama politico, per adesso fornisce solo materiale per articoli e titoloni da burrasca. Non è da meno il centro-destra, dove sicuramente non difettano le baruffe chiozzotte tra potenti e potentati. Quella è la casa delle libertà... di muoversi ciascuno per proprio conto, salvo radunarsi intorno al grande capo un soffio prima del voto. Per non parlare dei continui saltafosso da ogni versante a scopo poltrona o dei dibattiti sempre più al livello di battute da osteria e privi di sugo. Insomma: un totale bailamme. Dal quale vorremmo vedere esentato il Parco nazionale. Se questo è davvero, come hanno sempre ripetuto sin dalle assemblee primordiali, una cosa “diversa e nata dal basso”, allora Giovanelli & C. dovranno dimostrarlo nei fatti. Operando in sintonia tra di loro e con la gente, che vuole e deve lavorare. Senza dialogo non c’è futuro. E a proposito, per finire, di dialogo. A Canossa si è scoperto, nel corso di un’assemblea pubblica, che i vertici della locale scuola si sono dimenticati di informare il Comune di una decisione importante: l’introduzione per il prossimo anno della settimana corta alle elementari, con un rientro pomeridiano in più. E l’Amministrazione comunale, che deve organizzare e pagare trasporti e mensa, non è stata coinvolta. Anche in questo frangente c’è tempo per rimediare, come ce n’è sempre per sperare, ma in quanto a collaborazione pure qui siamo nel reparto dei contrari, non certo in quello dei sinonimi.

 

 

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