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n. 220 Marzo/Aprile 2017

 

 

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Le due velocità

Numero editoriale: 134

 

di Giuseppe Delfini

- E poi raccontano che talvolta latita il senso dello Stato da parte del semplice cittadino. In realtà il vero problema, spesso, è il senso del cittadino che non rientra nel repertorio dello Stato. Anche tralasciando alcuni tristi spettacoli prettamente romani (nel senso del potere), se stiamo alla considerazione degli organi cosiddetti centrali nei nostri confronti, che emerge in vicende come quella delle gallerie della statale 63, verrebbe davvero voglia, come ha minacciato il consigliere provinciale Silvano Domenichini, di attuare un bel blocco stradale. E se questo gesto non rientra nel politically correct, tanto meglio: ci si guadagna forse di più ad obbedir tacendo? Nella fattispescie, non si chiede all’Anas, ente proprietario e gestore, un’infioritura a mo’ di balconcini del Trentino, ma solo quella manutenzione ordinaria dei tunnel (semafori efficienti, marciapiedi utilizzabili, illuminazione, aerazione, segnaletica...) che metta un poco meno a repentaglio la vita di chi vi transita o agevoli gli eventuali soccorsi. Si tratta di domande così fuori luogo o lo è solo rivolgersi al “padrone”? Sembra infatti di parlare al dio di De Andrè, che forse è stanco o troppo occupato. In ogni caso, lo si nomina invano. Continuiamo a non comprendere, su queste tematiche concrete e bipartisan, l’oceanica distanza tra amministrati e amministratori, l’abissale lontananza in fatto di richieste e risposte. Ricordate, per restare in tema, quanti mesi hanno impiegato per tamponare il buchetto agli Schiocchi? Andiamo su Marte, ma da queste parti notiamo macchine con velocità troppo diverse.
- Esiste una marea di ricette per sfornare una buona torta di riso. Pensate quante se ne possono trovare se parliamo di turismo, che da crostatina artigianale vorremmo trasformare in un sontuoso dolce nuziale. L’argomento alimenta il dibattito e accende gli animi. Ognuno vede le cose alla propria maniera: mai come in questo caso stiamo descrivendo una medaglia che di lati belli non ne ha uno, ma un’infinità. Sono tanti gli ingranaggi che fanno, o dovrebbero far girare, tale motore. Il problema, semmai, sta nell’assemblare tutte le componenti, nell’incastrare con precisione i tasselli che alla fine comporranno questo mosaico. Impensabile completare l’opera in poco tempo. Utopistico ipotizzare una formula che risolva tutto e subito. Però bisogna crederci e darsi da fare, ciascuno nel suo ambito. Fondamentale è il ruolo di scuole ed enti di formazione: nell’era del mercato globale non si improvvisa più niente. Sono indispensabili competenze, specializzazione e costanti rapporti col circostante mondo del lavoro. A chi sceglie il turismo come fonte di reddito necessitano conoscenze, strumenti tecnici, contatti e scambi di esperienze. Ci pare positivo, per esempio, il rapporto avviato dal nostro Nazionale con i vicini parchi. Ancora più importante sarà il non limitare questo collegamento agli organi di gestione, ma estenderlo alla gente che quotidianamente trotta e suda sul campo. Fondamentale, in ogni caso, che si tengano aperti i canali tra le diverse parti in gioco. Non pensiamo che di punto in bianco una valanga di persone potrà campare solo di turismo. Crediamo però che valga la pena correre su questa pista e speriamo che pubblico e privato non marcino con velocità troppo diverse come aspettative, impegno, sensibilità e tempi: quelli dello Stato e degli enti pubblici in generale devono essere snelliti. Girano troppa lentezza e burocrazia. Non affianchiamo ad essi troppa rassegnazione.
PS: un petardo al Torneo della Montagna ha spedito all’ospedale alcune persone. Pur considerando tutte le possibili attenuanti, deve essere comminata una punizione esemplare. Se non ci si può recare tranquillamente con famiglia e bambini nemmeno sugli spalti di Castelnovo, siamo davvero all’ultima spiaggia. Altro che Montagna...

 

 

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