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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Al cittadino fai sapere?

Numero editoriale: 135

 

di Giuseppe Delfini

W la banda: come anticipato al nostro mensile dal presidente della Comunità Montana, entro qualche mese buona parte della montagna potrà finalmente beneficiare dell’adsl. In base ad un accordo sottoscritto (migliorabile e sveltibile, ma positivo per la sua esistenza), i nostri paesi e le frazioncine potranno godere di questo indispensabile servizio. Onore a chi vi ha lavorato e a chi lo farà. Detto questo, fatta salva l’imprescindibile verifica, restano dei dubbi. Intanto: l’intesa in tema di banda larga è stata sottoscritta da diversi Enti e soggetti, tra i quali Enìa. Lo chiediamo senza malizia: come mai Enìa (in prima battuta o attraverso qualche partecipata) salta fuori così spesso quando di mezzo ci sono progetti o interventi pubblici? Visto che l’adsl non pare che faccia parte del dna originario di questa multiutility (le cui priorità sono rappresentate da acqua, rifiuti, luce e gas. O no?), l’intervento di Enìa a quale titolo è dovuto? Diversificazione del portafoglio di interessi? E poi: immaginiamo la difficoltà del mettere insieme esigenze e situazioni diverse, ma rimane il fatto che ogni volta che in una problematica c’è di mezzo un risvolto pubblico i tempi si allungano mostruosamente. Non si può fare nulla per rimediare a questa tartarugaggine? Inoltre: la definizione dell’ipotesi di intervento deve avere impegnato l’agenda amministrativa per un bel periodo. Non si tratta, cioè, del gol trovato calciando ad occhi chiusi, ma di un’azione preparata. Come mai, allora, tanti politici sono intervenuti con dichiarazioni più o meno estemporanee, come se tutti fossero all’oscuro di tutto, o esistesse un incredibile immobilismo? C’è stato un difetto di comunicazione o coinvolgimento, o solo la voglia da parte di qualcuno di farsi pubblicità e di mettere la propria bandierina su una vetta scalata da altri? Per finire pensando al futuro: siamo sicuri che il metodo operativo adottato sia il migliore e il più rapido?
W la Pietra:
restiamo dell’idea che la partita relativa alla chiusura del tradizionale sentiero sia stata giocata dal sindaco di Castelnovo con frettolosità ed una visione parziale del problema. Si vogliono ora aprire nuove strade che conducono alla sommità? Bene. Ma se per la via d’accesso tradizionale  tutto si risolverà con la sistemazione di qualche cartello e l’invito a infilare il casco in testa, allora dovranno spiegarci come mai per fare questo sono serviti tutti questi mesi. Invece di farsi prendere dal panico, una consultazione più ampia  rispetto a quella effettuata non avrebbe prodotto esiti migliori?
W la quiete: come non abbiamo né capito né apprezzato il fatto che per mesi e mesi dei giovinastri siano andati in giro ad appiccare fuochi senza che nessuno, amici, parenti o conoscenti, abbia mai avuto il sospetto di nulla (quando queste cose accadono altrove si parla di omertà. Qui c’è solo la perfezione del delitto?), così non ci spieghiamo il silenzio calato sulla vicenda del petardo fatto scoppiare criminalmente al Torneo della Montagna. Avevano fatto annunciare che l’autore del gesto aveva le ore contate. Qualunque sia stato l’epilogo, una spiegazione ai montanari è dovuta. Non vi pare?
W il coraggio:
Piazzale Pietri e dintorni. Le centinaia di firme raccolte dai tre castelnovesi che si oppongono allo stravolgimento di quel quartiere sconfessano la teoria dell’Amministrazione secondo la quale su quella partita c’era stata un’adeguata informazione verso i cittadini. Qualcuno pensa che sia il caso di fare un’autocritica?
W chi sempre: giovani e sette. Non avete l’impressione che dell’emergenza educativa qualcuno (non tutti, deogratias) parli solo in occasione di eclatanti fatti di cronaca?
W chi urla:
Anas e gallerie pericolose. Perché quello che spetterebbe normalmente ed ordinariamente viene concesso come un favore dopo estenuanti lamentele? Siamo sudditi o cittadini? Chi non ha agganci è spacciato? 
W il distributore:
destra e sinistra hanno trovato un avveniristico accordo sulla realizzazione di un impianto di metano per auto  in Appennino. Ottimo. Sono però iniziati i battibecchi (in tipico stile “sede del Parco”) su dove aprirlo. Scommettiamo che sarà a Castelnovo o Felina?

 

 

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