TUTTOMONTAGNA, mensile di informazione di appennino e dintorni

TUTTOMONTAGNA

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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Una fantastica avventura

Numero editoriale: 142

 

di Giuseppe Delfini

Dal momento che la nostra più che una redazione è una grande e variopinta famiglia, della quale fate parte a pieno titolo voi lettori, trovo naturale comunicarvi che ho rassegnato formalmente le dimissioni da direttore di Tuttomontagna. Le motivazioni sono esclusivamente di natura personale. Nessun dissidio interno, nessuna resa o sconfitta. Si tratta semplicemente di una mia scelta, di un nuovo punto di partenza della nostra piccola grande storia che potrà portare, viste le enormi risorse e potenzialità umane e giornalistiche del gruppo, a nuovi e prestigiosi risultati. Non esistono direttori eterni. Non mi ritengo insostituibile e nemmeno buono per tutte le stagioni. I tempi cambiano, mutano gli individui ma anche il contesto nel quale operano. E così, un cambio di direzione dopo dieci anni, sia nelle persone che nel modo di lavorare, credo che possa portare altri buoni frutti al nostro mensile. Nato come settimanale sportivo legato al torneo di calcio estivo, Tuttomontagna dal dicembre del ’92 si è trasformato in un organo di informazione a 360 gradi, ritagliandosi uno spazio ed un ruolo importanti nella vita della nostra comunità. Abbiamo cercato di essere una voce del nostro Appennino (e spesso siamo rimasti l’unica), di dare risalto non solo alle ricchezze ma anche ai problemi, non per il gusto dello scoop gratuito ma per cercare di migliorare la nostra terra e la vita di chi abita e crede in essa. Abbiamo dato la prima pagina a chi sui consueti mezzi di informazione non l’avrebbe mai avuta, fatto parlare chiunque avesse qualcosa di originale e positivo da raccontare, riscoperto e valorizzato storie, volti genuini e tradizioni. Questo in sintesi è quello che abbiamo fatto e che continueremo a fare, come volontari (quali siamo sin dalla prima ora) e appassionati della nostra montagna. Non sono il più indicato per tirare le somme di questi dieci anni di direzione. Quello che posso garantirvi è che nel lavoro di ogni mese ho cercato di mettere il massimo dell’impegno, della curiosità (il non averne è una vera malattia), dell’imprevedibilità (non reggo l’ovvietà e la scontatezza), dell’attenzione ad ogni persona, angolo e particolare del nostro regno, della chiarezza, della trasparenza e dell’indipendenza da voleri economici e partiti politici. Ho cercato la coerenza, mai l’invadenza. Magari ho sbagliato qualche nota, ma quando è stato il caso ho cantato fuori dal coro. Così facendo mi sono pure divertito, e penso di non essere stato l’unico. Cosa è cambiato adesso? Qualche situazione personale ma anche esterna, certo. Ma si tratta del contorno. Credo ancora che ci sia bisogno di informazione genuina e disinteressata, di uno spazio come quello offerto dal nostro mensile, di pagine a disposizione di tutti per conoscere, scoprire, dibattere, confrontarsi e creare identità, di una testata tutta nostra (di noi montanari, intendo) che si differenzia dalle altre presenti in edicola. Credo che la fedeltà a certe idee e ad un gruppo di amici siano valori ancora attuali nel 2008. E dal momento che la montagna ha bisogno di tutto tranne che di gente che si arrende, concludo dicendo (e mi scuso se parlo ancora di me) che non mi ritiro a vita privata e nemmeno tiro i remi in barca. Semplicemente, continuerò a remare in una postazione diversa. Ringrazio il nostro editore e co-fondatore, nonché grande amico, Michele Campani, per l’opportunità offertami con la direzione di Tuttomontagna: per quanto mi riguarda, sono stati dieci anni stupendi. Grazie a Luigia, nostra segretaria di redazione. Un pensiero grato e commosso a Mauro Pighini, assieme a Michele fondatore di Tuttomontagna. Un grazie infine a tutti gli amici che hanno collaborato, collaborano e continueranno a farlo (una miniera di professionalità, simpatia, entusiasmo e generosità) e a tutti i lettori, nostro imprescindibile punto di riferimento. L’avventura continua.

 

 

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