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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Poteva capitare a noi

Numero editoriale: 149

 

di Michele Campani



L’abbiamo pensato in tanti che potevamo esserci noi sotto quelle macerie. Del resto non è lontano il tremore che abbiamo  provato lo scorso dicembre. Un sisma che qui fu clemente e nemmeno paragonabile a quello che ha colpito l’Abruzzo la notte del 6 aprile e nei giorni successivi. Ma questa volta ci siamo davvero immedesimati anche perché ci sono numerosi punti che ci fanno sentire quelle terre martoriate come nostre. Terra d’Appennino, intanto, luoghi che come conformazione naturale ci sembra di vedere quando apriamo le finestre. Gente che lavora e che sopporta, un popolo fiero quello abruzzese, col quale immaginare un parallelo non può che far piacere dopo la lezione di coraggio, umanità e sopportazione che sta dando all’intera nazione. Paesi che trasudano di arte e di eredità preziose tramandate dai secoli passati, proprio come i nostri castelli e le nostre chiese. Addirittura due montagne simbolo e si potrebbe dire simili, almeno nel nome: Gran Sasso e Pietra. Fin da subito anche la nostra montagna si è messa in moto per portare un aiuto concreto: quel grande cuore che anima il volontariato ha fatto sì che le associazioni presenti sul nostro territorio si mettessero a disposizione, così numerose squadre sono partite, alcune già al mattino successivo al sisma, altre nei giorni e nelle settimane seguenti. A tutta questa gente che si è mossa agli ordini della Protezione Civile – dai Vigili del Fuoco fino agli Alpini – è giusto dire grazie. Siamo orgogliosi di voi!

Si è parlato tanto in questi giorni della stabilità e della sicurezza degli edifici, soprattutto di quelli pubblici. La diversa resistenza alle scosse abruzzesi di numerose costruzioni, anche di recentissima realizzazione, ha evidenziato come la materia necessiti di essere presa in grande considerazione. Non che manchino le leggi, come sempre quelle ci sono e nel nostro Paese ce ne sono fin troppe. Come sovente accade, però, tradurle in atti concreti, applicarle e verificarne l’osservanza è il punto cruciale e disatteso. E badate che non è il caso di guardare all’erba in questo caso purtroppo tragicamente meno bella del vicino Abruzzo per dire che il nostro giardino brilla di sicurezza. Ricordiamoci ad esempio ciò che accadde pochi anni fa a una delle nostre scuole più nuove e frequentate, quel soffitto che cedette. Occorre non abbassare la guardia. Già dai tempi della tragedia di San Giuliano si parlò della necessità di una profonda revisione e messa in sicurezza dei nostri edifici scolastici, ma nella realtà – fatte salve un paio di eccezioni – gli interventi abbiamo l’abitudine di farli quando già si vedono le crepe. Prevenzione è un termine col quale purtroppo non si riesce mai ad andare d’accordo, sia che si tratti di opere idrogeologiche che di infrastrutture, o appunto di edilizia scolastica o pubblica in generale. Questioni anche economiche, certo. Qualcuno di voi però ha un solo dubbio su quanto necessario debba essere garantire la sicurezza di quegli edifici che ogni giorno ospitano i nostri figli? O le nostre gallerie, le nostre strade, i municipi, il nostro amato ospedale, le strutture per gli anziani... Le frane, ad esempio: ci sono da noi come in tutta Italia ma qui non c’è mai stato un morto, ti senti dire. E’ vero. Forse siamo stati fortunati. Ma dobbiamo aspettare che ci scappi il morto?

L’ultima annotazione la facciamo sulle mappe di pericolosità sismica elaborate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sulla base degli eventi tellurici verificatisi nei secoli in Italia. E’ uno strumento importante perché serve a stabilire le norme tecniche cui attenersi nelle costruzioni, definisce i parametri secondo cui gli studi tecnici (e alla fine il proprietario che edifica) eseguono i progetti. All’interno di un’area abbastanza omogenea come quella della nostra Comunità Montana ci sono differenze clamorose fra alcuni comuni (ritenuti ad alto rischio sismico, quindi vi si costruisce con criteri più rigidi) e tutti gli altri. Forse la mappa va rivista?

 

 

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