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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Riflessioni sulla tappa

Numero editoriale: 150

 

di Michele Campani



Dove eravamo rimasti? Ah sì, ci eravamo lasciati cinquanta numeri fa dandoci appuntamento alla tappa n. 150 e va detto subito che sono volati. I numeri a volte con immane fatica, gli anni invece in un soffio. Purtroppo. Però abbiamo stabilito tanto tempo fa di fermarci a riflettere – giusto una decina di minuti perché poi c’è da pensare al mese prossimo – con questa cadenza. E guardarci indietro. Allora ecco riaffiorare limpidi i ricordi e le emozioni degli inizi del nostro cammino, legati indissolubilmente alla straordinaria figura di Mauro Pighini, del quale proprio fra pochi giorni cade l’anniversario della scomparsa, ma anche a un gruppo di amici che senza remore credette nel progetto di questo giornale e con grande slancio di entusiasmo mise cuore e cervello trasformando un gruppo appena nato in una vera redazione, una vera famiglia. Sono stati davvero tanti e tutti importanti i mattoncini portati a servizio della nostra montagna, nella consapevolezza che informare, ricercare, ricostruire, criticare costruttivamente, perché no anche incoraggiare ed applaudire fossero ingredienti necessari e indispensabili alla crescita della nostra collettività. E’ nato uno strumento del quale vantiamo l’assoluta indipendenza, una bandiera orgogliosamente sventolata dal direttore Giuseppe Delfini e ora da chi scrive queste righe; è nata una piazza nella quale la gente sa che può scendere per esporre le proprie idee, sa di poter sempre trovare una pagina bianca sulla quale dare risalto alle proprie piccole, grandi storie. I lettori sono il nostro unico vero padrone e li ringraziamo perché questo rapporto basato sulla reciproca fiducia e gli attestati che riceviamo sono la spinta quotidiana a continuare, a cercare di migliorarci sempre. L’altro grazie immenso e commosso è per il grande esercito dei collaboratori e dei redattori, che con tutta la passione e la competenza possibili offrono tempo ed energie al giornale. Sono loro la forza di Tuttomontagna. In questo momento ho davanti la copertina del numero 100 con i volti di tanti collaboratori: la maggior parte di loro firma anche oggi queste pagine, alcuni iniziano a mettere qualche capello bianco, altri – per motivi professionali o personali – hanno preso strade diverse. Penso però a quanti sono entrati nella nostra famiglia nel frattempo e le dita non bastano più, il conto sale vertiginosamente e ad ogni nome quasi sempre corrisponde una giovanissima età. Per questo mi sento di ribadire quella fiducia che cento numeri fa esprimeva Pighini nell’editoriale: “senza peccare di presunzione, pensiamo di essere riusciti ad ottenere un consenso che, se continuerà nel tempo, ci permetterà di migliorare e affrontare l’inizio del terzo millennio con grande fiducia”.

Per restare però legati alla realtà e nello stesso tempo seguire il filo della ricorrenza numerica, ecco che nel centesimo Tuttomontagna il direttore Delfini brindava all’apertura della tangenziale di Collagna. Oggi lo scenario è diverso. Non so se molti di voi hanno avuto modo di percorrere recentemente il tratto più alto della statale 63, quello dopo la Sparavalle, per intenderci. Credo che sia nello stato più penoso che la sua storia ricordi: il (mal)tempo meteorologico ha aggredito territorio e manufatti e messo a nudo quel logorio che il tempo (gli anni) operano inesorabilmente. Se non si interviene, subito e a fondo, presto ci troveremo di fronte a una serie di eventi i cui costi saranno incalcolabili e certo inferiori a quella prevenzione/manutenzione ormai vitale. Sembrano invece tutti molto presi dalla campagna elettorale. O secondo voi non c’entra nulla?



 

 

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