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n. 220 Marzo/Aprile 2017

 

 

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Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Comitati e partecipazione

Numero editoriale: 154

 

di Michele Campani



E’ passato poco più di un mese, sembrano passati diversi lustri. Torniamo a parlare di strade perché le cattive notizie arrivano da sole e non mancano mai (davvero una tragedia la chiusura della ceramica Sadon che mette in ginocchio l’economia di molte famiglie della val d’Enza), ma quando spuntano quelle buone è giusto rimarcarle. Cercando però di offrire spunti di riflessione. Si farà la Bocco-Canala. Ce l’hanno promessa e annunciata tante volte che ormai – dite la verità – chi ci credeva più? E’ un’opera imponente e importante, che però non basta. Una cosa appare già evidente e personalmente la trovo anche fastidiosa. Non è ancora stato fatto un metro di strada e già ogni amministratore o politico che si rispetti ha provveduto ad attribuire meriti e distribuire encomi. Il solito teatrino, direte. Vero, però il motto dovrebbe essere un altro: testa bassa e pedalare. C’è da recuperare un gap enorme e in fondo ci sarebbe solo da chiedere scusa per il ritardo.

L’altra novità sostanziale è che finalmente sulla statale 63 ci sono lavori in corso. Sembra un paradosso stupirsi di un fatto tanto ovvio come riparare qualche muretto o riempire qualche buca. Cosa si aspettasse per  intervenire non è dato saperlo e non può certo bastare. Infatti quelli del Comitato SS63 hanno parlato di elemosina. L’ingresso sulla scena di Roberto Malvolti e i suoi ormai quattromila “incazzati” è stato il detonatore per una reazione a catena: la rottura di tanti atomi (idealmente: le scatole dei montanari) ha provocato un’onda d’urto per la quale qualcuno si è svegliato, altri hanno cominciato a correre in ogni direzione utile. La grande manifestazione dell’8 novembre a Ponte Rosso non ha precedenti (anche se fu memorabile il blocco di protesta nel Villaminozzese nel luglio ‘96) e ha ottenuto il via libera persino dall’Anas, che ha così confermato di riconoscere nel Comitato un interlocutore diretto. E in effetti si tratta di una iniziativa provocatoria ma propositiva (pulire tombini e cunette della statale), anche se a tutti gli effetti una protesta. Penso che sia una bella forma di partecipazione quella dei comitati, anche se – come già detto – uno Stato (o un Ente territoriale) efficiente le cose te le fa sempre perché è un diritto della collettività, non perché le hai chieste più forte rispetto a un altro.

Parliamo di comitati proprio mentre a Felina ne è appena stato creato uno. Il titolo “Salviamo Felina” potrebbe sembrare un  po’ catastrofico, ma i contenuti - se ci sono - valgono più dei vocaboli. Qui la protesta riguarda la ristrutturazione dell’ex cinema Ariston, dove (appunto) secondo il comitato la parola riqualificazione è stata sostituita con cementificazione per far posto a tanti appartamenti (13) oltre al previsto spazio pubblico per l’associazionismo. Par di capire che qualcuno culli pure l’idea di mantenere la sala com’è sempre stata.

Vedremo se sarà possibile mettere d’accordo l’Amministrazione (che ha investito per acquisire l’immobile) e i cittadini che sono contrari. La gente potrà anche sbagliare i tempi, a volte i modi, ma ha ragione di pretendere di essere informata. Non sempre le scelte del Comune in ambito urbanistico sono state poi così felici, mentre spesso manca il confronto pubblico su temi di interesse generale. Tutti amano parlare di scelte condivise e noi poveri cittadini ci chiediamo “condivise da chi?”. Castelnovo non sfugge alla regola, se è vero che tanti felinesi scoprono ora un progetto rivoluzionato unilateralmente. Oppure – riparlando di Ponte Rosso e vale per tutti – che alle porte della “capitale” sta per nascere una variante invocata da sempre ma che viene “servita” già impacchettata, senza che la gente abbia davvero avuto il modo di condividerla. Quella partecipazione diretta che invece si manifesta pienamente nei comitati. Magari non sarà libertà di scegliere, ma partecipazione è pur sempre libertà, come diceva un poeta.



 

 

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