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n. 220 Marzo/Aprile 2017

 

 

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Dalla gioia al dramma

Numero editoriale: 157

 

di Michele Campani



Grazie al successo olimpico di Giuliano Razzoli, lo scorso 27 febbraio, per alcune settimane la nostra montagna è diventata capitale dello sport italiano. Un successo epocale, storico, quello del giovane villaminozzese sulle nevi di Vancouver, una vittoria emozionante che ha fatto felici tante persone e che ha scatenato un vero e proprio “delirio” collettivo. Razzo ha regalato a tutti noi questo sogno che lui ha coltivato con la passione, la tenacia, l’allenamento e il sacrificio, sempre corroborato da quei valori sani, quei principi morali e quella semplicità straordinaria e genuina che sono un po’ un tratto distintivo dei nostri posti. Abbiamo esultato come tutti voi e forse anche di più quando Giuliano ha tagliato il traguardo verso quell’oro meraviglioso. Perché questo ragazzo lo conosciamo bene, l’abbiamo seguito nella sua ascesa sin da quando era un piccolo atleta, una “giovane speranza” come siamo abituati a dire. Pensate, eravamo nel secolo scorso! Scriviamo di Giuliano da 11 o 12 anni, da quando il campione che oggi è diventato era “solo” uno dei tanti: lo sport di base, quello splendido mondo per il quale questo giornale è stato addirittura concepito e che nello stesso modo continua oggi a sostenere (basta andare a pagina 66, tanto per rimanere in tema neve). Poi il talento ha cominciato a emergere e allora ecco un altro dei nostri vanti: la prima volta di Razzoli in copertina. In questo numero la foto  con mamma Tiziana è quasi doverosa, ma sette anni fa ci fu addirittura chi storse il naso per tutto quel risalto “solo” per una convocazione in azzurro. E’ il classico sassolino, ma andava tolto. Così come spesso andavano tirate fuori di bocca le parole a Razzo, sempre modesto, sempre timido, quasi con il timore di disturbare. Che con queste doti ha saputo conquistarsi l’affetto di un gruppo di supporter cresciuto a dismisura negli anni ma animato soprattutto dalla voglia di stare insieme. Gli ingredienti della bella favola ci sono tutti. L’oro olimpico è un bel traguardo e speriamo tutti che arrivino tanti altri successi. Non si dimentichi però che si tratta di vittorie sportive, e nello sport vinci o perdi per un centimetro, per un solo errore...o per 13 secondi. Presi un po’ dall’euforia, è capitato di sentir dire anche a personalità e amministratori che sul trionfo di Razzoli si debba costruire un non meglio identificato rilancio...che possa fare da traino...Signori, siamo seri! Intanto non è bello creare delle attese, caricare di responsabilità uno che per ora fa lo sciatore e lo fa divinamente. Tutt’al più sarà un ottimo testimonial, sicuramente per un bel pezzo il nome di Villa Minozzo e anche di Reggio Emilia verrà collegato con quello di Razzoli, alla stregua dell’Aquila Zanicchi per Ligonchio. In secondo luogo, chi ha il compito di amministrare lo faccia con i provvedimenti giusti, con le idee, le misure e le risorse adeguate, con la competenza, il coraggio e soprattutto l’onestà necessari. A ognuno, insomma, il ruolo che gli compete.

Nello stesso giorno in cui andava in scena la grande festa in onore di Razzoli, sempre a Villa Minozzo il destino era all’opera per portarci via un altro giovane amante della montagna, quasi coetaneo di Giuliano. Calzava gli sci pure lui, Juri Govi, mentre saliva verso la vetta del Cusna senza curarsi abbastanza delle condizioni meteorologiche in forte peggioramento, con una bufera di neve incombente. Un eccesso di confidenza, forse. Quella montagna che conosceva a menadito lo ha avvolto nelle proprie spire e ancora – al momento di andare in stampa – non ha restituito Juri alla famiglia e ai tanti amici e cittadini che apprezzavano questo giovane anche per l’impegno civile e politico per il suo paese, messo a disposizione come consigliere comunale e comunitario.



 

 

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