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n. 220 Marzo/Aprile 2017

 

 

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Agricoltura e turismo promessi sposi

Numero editoriale: 162

 

di Gabriele Arlotti



Ci scrive un lettore: per le road di Chicago qualche simpatico americano sfreccia a bordo della propria auto di grossa cilindrata con l’adesivo: ”non contribuirò alla recessione”. Vedremo roboante trattore fare altrettanto sulle nostre strade in omaggio a San Michele?

Sicuramente in tempi di crisi essere agricoltori a Toano o Canossa non è da tutti. Il Crinale, poi, gli agricoltori del Parmigiano-Reggiano li ha dimenticati da un pezzo. Destinati ad essere ancora più rari dopo un’estate che ha visto salire il prezzo del Parmigiano-Reggiano e dove i caseifici tornano a vendere tutto il formaggio a un solo anno di età. Cioè il prima possibile. Rinunciano alla commercializzazione, sfioriscono come latte caduto nel ‘solcadello’ i tentativi di consorzi di vendita e, quando il prodotto sul mercato sarà nuovamente troppo, la crisi tornerà da capo. L’emorragia delle aziende proseguirà inarrestata, figuriamoci per quei pazzi che sostengono l’abolizione delle quote latte. Presto premieremo con una targa i dieci giovani agricoltori rimasti. Alla memoria.

Dall’agricoltura al turismo il passo è breve. Il modello Alto Adige, dove la prima è funzionale al secondo, da noi stenta a decollare. Un escursionista piemontese segnala a chi scrive di avere calcato il ‘nostro’ sentiero Matilde e, in corrispondenza di proprietà private, di avere trovato il segnale “NO”. Di qui non si passa. Poco male, fino a pochi anni fa mancavano addirittura i sentieri. Ora ci sono e rappresentano il nuovo patrimonio di una montagna viva e da scoprire. Non più da visitare attraverso i finestrini dell’automobile come troppo spesso hanno imparato i figli di seconda e terza generazione rientrando. Però qualcuno dica che esistiamo. Ho l’abitudine di chiedere a chi viene da fuori cosa ne pensa di queste vette. Questa estate ho avuto il piacere di chiederlo a sardi, piemontesi, liguri, francesi, brasiliani e argentini. La risposta è stata univoca: “Incantevole, non sapevamo che qui esistesse un posto così”.

“Ma perché non avete ancora i bagni in camera?”, lamenta con chi scrive una giornalista a caccia sul territorio di notizie dopo essere inciampata su un marciapiede sconnesso a Castelnovo. Qui il passo è invece lungo. Ma c’è una peculiarità che non deve passare inosservata agli amministratori: il pernottamento in montagna non è quello dei grandi alberghi, ma di una rete diffusa di piccole strutture B&B, agriturismi, affittacamere, capaci di dare continuità e non speculazione alla frontiera del turismo. Famiglie che tramandano il mestiere alle nuove generazioni. Le grandi catene del turismo stanno altrove.

La frontiera dei giovani nel mondo del lavoro è un problema comune all’artigianato e al commercio, ancora più grave per il mondo femminile. Vaglielo a spiegare all’idraulico di Villa o al falegname di Casina che ha più incentivi di chi ha il doppio di clienti a Reggio città. “Non è un caso – asserisce un imprenditore – che la mafia inizi ad attecchire dove manca il controllo del territorio”. Con le sue denunce il felinese Enrico Bini, su questo fronte, a volte pare Cassandra, a volte usignolo. Sicuramente coraggioso e vanto di noi montanari. Questo 2010 ci pone davanti alle nostre responsabilità morali e civili e a un fenomeno che non ci appartiene.

Nel mentre, come avevamo previsto, la Comunità Montana è ormai scomparsa. Il malloppo di risorse pro Appennino si è perso (e non si è visto dalla Provincia un impegno analogo), ma soprattutto è andata smarrita una discussione politica e civile attorno a temi noi cari. Il governo centrale e la Regione di questo non si preoccuperanno, perché abbiamo il territorio ma non i voti. Amen.

“E domenica, giro in macchina con un amico alla ricerca di una trattoria in collina: tutte strapiene, protette da una morsa di automobili. Guardala la crisi, dice l’amico quasi con rabbia. Il fatto che anche lui ed io facciamo parte dello spettacolo non lo sfiora” (Luca Goldoni).





 

 

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