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n. 220 Marzo/Aprile 2017

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Basta coi lupi

Numero editoriale: 164

 

di Giuseppe Delfini



Un tempo si diceva: “Questo non è un paese per vecchi”. Essi non producono, infatti, consumano poco e necessitano tremendamente di servizi adeguati, assistenza specializzata e pensioni. Un vero disastro per una società in perenne bolletta, che corre come una matta e rimuove quel che non giova alla causa del consumismo. Poi si è scoperto quanto sono utili i nonni nel babysitteraggio o nelle piccole aziende familiari, ma questa è un'altra storia, nonostante la quale restano aperti i problemi legati alle pensioni e alla fascia anziana non autosufficiente e non produttiva. Per certi versi, “dettagli”. Ma andiamo avanti. Se non è un paese per vecchi, si dirà, lo sarà per giovani. Anche qui, ahinoi, i dubbi germogliano copiosi: non tanto per la sfilza di teoremi possibili, quanto per quell'aria di disagio e insoddisfazione visibile sui volti di troppi di essi. Finché si ride, si scherza e ci si diverte, sembra di essere nel paese delle meraviglie (in fondo, nemmeno i Pinocchio mancano...). Il problema nasce quando il giovane inizia a volere un proprio spazio nella società, a cercare una propria autonomia, a costruirsi un proprio ruolo nella scuola (non è solo un fatto mnemonico, ma di preparazione al futuro, pure come personalità), nel lavoro, nella vita pubblica, politica e familiare. Non vogliamo fare i catastrofisti e riconosciamo i miglioramenti registrati nel corso dei lustri. Però. Di fronte però al panorama odierno di opportunità (nonostante la crisi) e di possibili positivi cambiamenti, restiamo allibiti nello scoprire quante cose potrebbero essere cambiate, generando potenzialmente meccanismi virtuosi, ma che invece rimangono immobili. Non ci sono ricette miracolose o soluzioni valide comunque. Esiste invece un atteggiamento mentale che dovrebbe guidarci in ogni azione e decisione: quello di chi pensa non solo a se stesso, alla propria famiglia e al proprio gruppetto (di amici o di interesse), ma a tutti quelli che stanno intorno, e a quanti verranno dopo di lui, e soprattutto a chi parte o partirà con meno benzina nel serbatoio.

Ambiente, nuove tecnologie, nuovi sistemi informatici, nuovi lavori, nuovi paesi: siamo sicuri, al di là delle chiacchiere di circostanza, di operare sempre pensando a tutti gli abitanti di questo spicchio di terra? Siamo certi di scegliere cercando di far diventare questa nostra montagna sempre più un paese per giovani? Siamo disponibili, quando serve, a farci da parte davvero, senza ritenerci insostituibili o fenomeni di saggezza o di esperienza, per offrire invece un adeguato spazio a chi annovera nuove energie e idee? I conflitti e le incomprensioni generazionali fanno parte di ogni capitolo della storia, ma riteniamo sbagliato considerarle un accessorio scenografico di un certo periodo e non una questione da affrontare con serietà e impegno.

Esistono poi, e lo diciamo anche per non diventare pesanti, i paradossi della vita. Infatti, se questo non è un paese per vecchi, e neanche per giovani, e per donne poi manco parlarne (infatti si lamentano sempre, ed anche con il loro tot di ragioni,  per il poco spazio lasciato loro e per i troppi vincolanti impegni casalinghi), lo sarà per gli animali. Questo è quello che pensa l'ignaro passante. Infatti, forse lo sarà per il lupo, ma non per i cani. Guardate che teatrino di assurdità e ritardi i nostri amministratori sono riusciti a inanellare, nonostante un cospicuo finanziamento ormai a rischio, nella decisione del sito nel quale costruire il nuovo canile comprensoriale. In una montagna vasta e sempre più larga per i suoi abitanti, non si trova un angolo adatto per un canile. Non si riesce a scegliere (impensabile che proprio e solo qui, nel nostro Appennino, tecnicamente non si possa costruire una struttura del genere). Nessuna morale della favola, solo un augurio: regaliamoci cinque minuti nei quali pensare a quanto sarebbe più bella la nostra montagna se fosse, sempre più, non solo un luogo per chi ha già un proprio ruolo, magari di comando (politico, economico o culturale che sia), ma un mondo per giovani. E pure per vecchi e donne. E, chissà, anche per i nostri cani. A noi il lupo non basta. Buon Natale!



 

 

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