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n. 220 Marzo/Aprile 2017

 

 

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Detto tra noi...

Gli editoriali di Tuttomontagna

 

Europa, democrazia, internet, idee, turismo: noi

Numero editoriale: 214

 

di Michele Campani



La cosa buffa è che mezzo minuto dopo lo shock (?) per l\'esito del referendum inglese tutti erano già lì pronti a sostenere (ed ammettere) che forse quest\'Europa andrebbe un po\' rivista, gestita un po\' meglio, che si dovrebbe farne un\'entità un po\' più omogenea sotto tutti gli aspetti. Quindi prima nessuno sapeva niente? Nessuno osava dire che questa Unione Europea solo di facciata e priva di un vero sentimento unitario somiglia più a un mostro tentacolare, a un ennesimo paradiso per professionisti della politica, a un sistema di mercato delle regole più che al trionfo delle regole di mercato, a un\'istituzione che invece di tutelare e indirizzare uno sviluppo economico e sociale di tutti vada invece a fomentare divisioni e differenziazioni. In realtà era evidente da tempo che purtroppo si tratti dopo tanti anni ancora e solo di una unione monetaria e poco altro. E che quasi nulla sia stato fatto per superare differenze, diffidenze e divisoni che, è inutile negarlo, fanno parte del vissuto di ogni singolo Stato.

Il punto interrogativo iniziale non è un refuso: non ho dubbi sul fatto che se si facesse anche da noi (ma pure in molti altri Stati) un referendum stile Brexit avremmo lo stesso esito. Probabilmente con uno scarto maggiore. Per i motivi appena elencati e anche per un altro: quasi tutti a tessere le lodi dell\'euro, ma voi conoscete qualcuno (che non sia un politico, un banchiere o un paperone) che abbia avuto qualche beneficio dalla moneta unica? Io dico che (con l\'eccezione di non dover cambiare moneta se andiamo nei Paesi UE e delle transazioni meno complicate nell\'aspetto della valuta per le aziende che fanno import/export in ambito UE) l\'unica differenza concreta e visibile è che siamo diventati tutti più poveri dopo l\'avvento dell\'euro. Si accettano confutazioni.

Una cosa che non accetto è questa levata di scudi verso un\'espressione democratica e popolare come il voto referendario. Qualcuno paventa addirittura che certe decisioni non si possano affidare al popolo. Beh, parliamone! Vediamo però quali soluzioni potrebbero essere ugualmente salvaguardia di democrazia e non invece anticamera di oligarchia o di qualche forma di dittatura. Le idee non dovrebbero mancare, siamo nel terzo millennio, nell\'era di internet. Non è difficile immaginare che fra qualche anno a votare ci torneremo tutti e con grande entusiasmo: lo faremo da casa o da sotto l\'ombrellone, con un click sulla tastiera del pc, con un ditino sul tablet. Sarà un \"mi piace\" a eleggere il premier. Se pensiamo che l\'attuale capo del governo non è neppure stato eletto non sarà poi nemmeno tanto male!

•Di idee si parlava poc\'anzi. Ne servirebbe qualcuna anche in ambito locale, per smuovere una situazione stagnante in basso. Dopo aver riposto ogni speranza nel MaB (e fortuna che al presidente Giovanelli le idee non mancano), ora è il turno delle Aree Interne. Doppio hurrà, ma sono solo strumenti. Perché l\'opportunità si concretizzi in vero sviluppo occorre che l\'energia e le idee si muovano dalla base, dai cittadini, dagli imprenditori, dai giovani. Potrebbe essere il momento di uscire allo scoperto e giocare le carte che ognuno di noi ha nelle mani.

Idee che vorremmo si palesassero anche in campo turistico e nella promozione di paesi ed eccellenze. Senza per forza dover imitare Christo, però ognuno ha la propria croce...e tante delizie. Proprio in questi giorni una soleggiata e quasi deserta Castelnovo Monti si sta ponendo delle domande riguardo al commercio. Una in particolare: \"Ci siamo forse addormentati?\".

 

 

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