IN QUESTO NUMERO

N. 115
Agosto 2005

La Copertina
Il sommario


Personaggi
Vaglie: storia di Caterina, sordomuta felice di comunicare col mondo a mezzo fax e sms.


Attualità
Il mio canto libero: il mitico Mogol a cavallo a Pratizzano. Ecco la Grande cavalcata.


Speciale feste
Tutti gli appuntamenti prima di arrivare fino alla fine dell'estate.


Storia e Arte
Viaggio nel set di “Sopra le nuvole”, il film sugli eccidi del marzo 1944 tra cui Cervarolo.



I NUMERI ARRETRATI

N. 69
Giugno 2000

La Copertina
Il sommario


Attualita' ed Economia:
Cerreto dei contrari.

L'incredibile pellegrinaggio
del Prof. Regnani.


Feste e dintorni:
4° Celtic Folk Festival.

Alla scoperta dei Celti.

Il programma delle feste di paese dell'estate.

Nasce Festivaldenza.

Personaggi e Cultura:
Concorso di poesia dialettale

N. 70
Luglio 2000

La Copertina
Il sommario


Personaggi:
Carpineti: l'aceto balsamico di famiglia.

Si fa presto a dire Chernobyl

Sport:
Lodovico Tarabelloni a ruota libera.

C'era una volta l'"Amicizia"


N. 72
Settembre
Ottobre 2000

La Copertina
Il sommario


Speciale San Michele e Castelnovo:
Il nuovo marchio del Parmigiano Reggiano di montagna, formaggio buono anche col gelato

Nasce "Pregium", il consorzio per vendere direttamente il Parmigiano Reggiano montano

Sport:
Viano: intervista a Carlo Casoni, chef della Ferrari nei GP di Formula 1. "Dopo la partenza scappo in cucina". Curiosità, aneddoti e cosa mangiano gli assi del volante

Arte, Cultura e Tradizioni:
Ottant'anni fa il terremoto sconvolse l'Appennino. Il ricordo di chi c'era il 7 settembre 1920: "Ballavano gli alberi"

N. 73
Novembre 2000

La Copertina
Il sommario


Attualità e politica:
Sensazionale ricerca: il Parmigiano Reggiano è nato a Frombolara di Carpineti nel 1159

Speciale autunno:
Tradizioni e dialetto: l'albero della vita. C'erano una volta il castagno e il metato

Personaggi:
La storia di Daniele Ferrari, carabiniere vianese, straordinaria figura di militare e di uomo. L'eroe di Culquabert rifiutò la Medaglia d'oro ed entrò nella leggenda

N. 74
Dicembre 2000
Gennaio 2001

La Copertina
Il sommario


Personaggi:
Il sogno di Said El Khaouat, marocchino costretto a vivere in una roulotte: una casa vera dove accogliere la moglie

Felina: la splendida storia della vita di Anselmo "Gnik" Zanelli, partigiano, norcino e re della risata

Speciale Natale:
Antonio Pigozzi espone a Castelnovo i suoi presepi. La storia di un artista che regala emozioni

Storia, Arte e Cultura:
Al Fariolo sventolò per primo nell'ottobre 1796: da riscrivere la storia del Tricolore


N. 75
Febbraio 2001

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica:
Il bilancio anagrafico del 2000: 149 abitanti in più, i maschi superano le femmine. Collagna primo comune sotto i mille.


Personaggi:

Intervista esclusiva a Mara Redeghieri. La cantante degli Üstmamò: "Amo i timidi, la lentezza e questa terra un po' sfigata".

Castelnovo: tre Liliana Azzolini, un caso di quasi omonimia. Simili anche le loro storie.


N. 76
Marzo 2001

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica:
Parco nazionale al via: intervista esclusiva a Paolo Bargiacchi. Le isole a orologeria. La Lega Nord: "Se questa è democrazia...".


Volontariato e Solidarietà:

Castelnovo: al festival del rock, i giovani suonano per gli anziani. E vince il cuore.

Personaggi:
Casina: "Angiolina" Bonini svela i segreti di un'arte golosa, quella del croccante.


N. 77
Aprile Maggio 2001

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica:
La nostra inchiesta: alcol, droga e incidenti. Dall'allarme alle alleanze contro le devianze.
Osservatorio stradale: ben 11 morti sulle strade montane nel 2000.


Sport:

La febbre del Giro: la tappa del 27 maggio passa in montagna. Il percorso, la storia, le curiosità e le grandi rivalità.

Il Giro e i nostri eroi: piccoli gregari e grandi uomini: Nello Sforacchi, Pietro Partesotti e Lauro Grazioli.

Il Giro e i nostri eroi: finì per colpa di un pugno la carriera di Nunzio Pellicciari, ciclista di Baiso.


N. 78
Giugno 2001

La Copertina
Il sommario


Politica
I tre sindaci moschettieri: sogni e segreti di Carlo Fornili, Ugo Caccialupi e Felicino Magnani, premiati dal voto a Casina, Collagna e Villa Minozzo.

Sport
Prende il via la cinquantesima edizione del Torneo della Montagna: gironi, calendario, novità e indiscrezioni. Borzanese squadra da battere.

Arte, cultura e tradizioni
Sulle orme del primo starolo: sensazionale ricerca sul piatto che i modenesi ci hanno "rubato".


N. 79
Luglio 2001

La Copertina
Il sommario


Personaggi
Intervista a Giovanni Lindo Ferretti. L'organizzatore di "conFusion&" racconta il festival e la sua montagna: "Siamo fermi a ieri".

Speciale Estate
Il calendario degli appuntamenti in Appennino fino alla vigilia di Ferragosto.

Sport
Le "nazionali" del "Montagna": i migliori giocatori di sempre selezionati da 5 miti viventi.


N. 81
Settembre
Ottobre 2001

La Copertina
Il sommario


Agricoltura e volontariato
Intervista al dr. Franco Viappiani, nuovo direttore del distretto sanitario.

Genetica alla carpinetana: la Dumeco Breeding, moderna azienda di selezione dei suini, investe quasi 9 miliardi a Campovecchio. Intervista ai responsabili.

Sport
Una vasca, ma pure tronchi, frigo e slitte, al via della gara di carrettelle a Monchio di Felina.


N. 82
Novembre 2001

La Copertina
Il sommario


Attualità
Castelnovo: presentato il progetto per la città dello sport. Piscina, centro fitness e albergo: un intervento da 7 miliardi per un puzzle tra pubblico e privato.

Canossa: intervista esclusiva a Michele Curti. Mucca pazza gli ha sterminato la stalla, ma lui riparte a 64 anni: "Non mollo".

Personaggi
La lista di don Enzo Boni Baldoni: l'eroico prete di Quara salvò numerosi ebrei, il suo nome inserito nella stele dei "Giusti fra le Nazioni".

Rubrica
Un mese di notizie sui giornali. Rassegna stampa.


N. 83
Dicembre 2001 Gennaio 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Castelnovo: va in tribunale la vicenda della casa del senatore. La "guerra" Giovanelli-Herman sulla striscia della discordia.

Parmigiano Reggiano: Tabiano vince il tricolore a Saint Vincent.

Personaggi
Casina: l'insolita collezione di ferri da stiro di Romano Ghirelli. Ne ha più di 500, di tutto il mondo: il più antico ha cinque secoli.


N. 84
Febbraio 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Il bilancio anagrafico montano del 2001: +196 abitanti. A Ligonchio solo tre nati. Collagna torna sopra i mille. Tracollo a Villa.

Arte, storia e personaggi
Baiso: il giovane Simone Cassinadri racconta la sua battaglia contro la leucemia. "Ho vinto la malattia, adesso mi sposo".

Una suora nella Resistenza: il Sant'Anna e la montagna intera piangono la scomparsa di suor Paola Nervi. Fu al fianco di Marconi, finì anche in carcere, ma non si piegò. Una vita nel nostro ospedale.


N. 85
Marzo 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Argentina: linea diretta con una famiglia arrivata a Casina e una a Buenos Aires di origini montanare.

Speciale Pasqua
Lo scusìn, 8mila uova di festa: l'immortale tradizione pasquale raccontata dalla sua regina, Anna Corbelli.

Il mistero delle confraternite nelle tradizioni religiose pasquali. Dalla veccia di Talada alla processione del Cristo morto di Cervarezza. Una ricerca della terza elementare di Busana.


N. 86
Aprile/Maggio 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Viaggio esclusivo a Valbona, dove numerose giovani famiglie vivono di agricoltura a oltre mile metri di quota. Il paese degli animali è un piccolo Paradiso.

Speciale resistenza
Storia della staffetta Imelde "Noris" Campani, coraggiosa eroina della guerra di liberazione. Un ricordo autobiografico e le testimonianze di chi salvò dalla morte.

Storia, arte e tradizioni
Vetto: l'osteria come palco. I fratelli Olmi incidono storici canti popolari.


N. 87
Giugno/Luglio 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Villa Minozzo: la storia di Terry, bimba malata di autismo ma dal sorriso solare. L'affetto della famiglia, i diversi metodi di cura, un'associazione e l'opera di sensibilizzazione.

Intervista a Tarcisio Zobbi, numero uno del Parco nazionale: "Nessun rischio di immobilismo. Aggiusteremo i confini. Due sedi operative, qui e in Toscana".

Estate e Personaggi
Baiso: Fiorettino vincente. Il 9 giugno la Pro loco organizza la prima gara del salame tipico delle nostre zone. E Tuttomontagna scopre le origini del nome.

Marola: grana d'autore con i fratelli Rossi. I ventenni Samuele e Sebastiano conducono un caseificio artigianale.

Villa: la storia del 99enne Olinto Battistelli, scarpulîn ma non solo, che ha trascorso tutta la vita al Trëg di Morsiano.


N. 88
Agosto 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
La sfida di Ramiseto: intervista al sindaco Francesco Zambonini sui progetti che stanno ridando fiducia ed entusiasmo al comune del crinale.

Ramiseto è meglio di un titolo di studio: la storia di Simona Mortari, innamorata del suo paese.

Festestate
Le feste in Appennino: TUTTO IL CALENDARIO ESTIVO

Minozzo la millenaria: la Pro loco e i suoi costumi fanno rivivere una realtà antica di secoli.

Arte, storia e personaggi
Viva il parroco: nel 40° di ministero a Cavola, il 4 agosto si festeggia don Raimondo Zanelli.


N. 90
Ottobre 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità e solidarietà
Castelnovo: il nuovo Prg guarda alle frazioni. La parola a sindaco e opposizione.

Storia cultura e personaggi
Più unica che rara: viaggio a Casale di Talada sulle tracce dell’erba robbia.

Campione e Sansone: Domenico Gariselli, primo di forme e formaggio.


N. 91
Novembre/Dicembre 2002

La Copertina
Il sommario


Personaggi, storie e tradizioni
Cento anni e mille gag: il primo secolo di vita di Carolina Caldiani di Regnano.

Un giorno con Maurizio Giansoldati e Domenica Magliani, gli ultimi pastori di Ligonchio.

Sole di Vetto: in un reportage a colori, l'odissea di Neo Ruffini, reduce della steppa.


N. 92 Gennaio 2003

La Copertina
Il sommario


Volontariato e società
Castelnovo: intervista a Fulvia Baccini, tra Global Forum, pace e problemi mondiali.

La vita eccezionale di Caterina Bertolini, dodici figli e un grande cuore.

Ramiseto: io e gli struzzi. Viaggio nell'allevamento di Cristina Fontanili.

Caso Pieve: parlano don Evangelista Margini e l'architetto progettista Giorgio Bertani.

N. 93 Febbraio
Marzo 2003

La Copertina
Il sommario


Attualità
Un sogno realizzato: Davide Gigli fa il pastore a Gazzano. Una passione nata da piccolo e condivisa dalla moglie Barbara.

Il bilancio demografico del 2002: montanari in aumento, toccati livelli di 30 anni fa.

Gli interventi della Provincia a Cecciola e Laticola.

Gatta-Pianello: interviste esclusive con Roberto Ruini e Felicino Magnani.

Personaggi
Casina: si racconta Francesca Filippi, istruttrice di volo a soli 21 anni.

N. 94 Aprile 2003

La Copertina
Il sommario


Società, Scuola
e Attualità

Castelnovo: l'originale idea di Fabio Mammi. Casse da morto personalizzate con la Pietra o il cappello da alpino.

Immigrazione e
dintorni: il forum
di Tuttomontagna. Tavola rotonda Pignedoli-Tamagnini-
Grisanti. Interventi di Tonino Ndoci e Alessandro Davoli.

N. 95 Maggio 2003

La Copertina
Il sommario


Attualità e volontariato
La Regina del Sahara è Rosy Manari da Busana, che da due anni trionfa nella maratona del deserto

Cervarezza: sulle tracce di Indiana Jones, nasce il “Parco Giocavventura”.

Personaggi storia e cultura
Rivelazioni shock di mons. Nando Barozzi: “Eravamo armati e pronti a fermare il colpo di stato dei comunisti”.


N. 96 Giugno
Luglio 2003

La Copertina
Il sommario


Scuola, Attualità e Volontariato

Il centenario Unitalsi: a Castelnovo oltre 400 iscritti. Il pellegrinaggio dei bambini.

Villa Minozzo
Vita nuova al canile
Ora non piangono più


Arte e Personaggi

Dialetto e tradizioni: amarcord fistïe e schìz, i giochi di una volta comprati... nel bosco.

Lo Sport in Appennino

Il 52° Torneo della Montagna girone per girone: Baresi e Padovano le star, Casina, Cola, Gatta e Baiso le favorite.


N. 97 Agosto 2003

La Copertina
Il sommario


Speciale feste
Tutte le feste dell'estate in Appennino

Volontariato e Società
Intervista a Ketty Agnesani, originaria di Villa, una delle "colonne" di Emergency

Tra Carpineti e Lourdes: incontro con don Guiscardo, Cappellano della Grotta

Sposini in fuga dalla città: con Marco e Clizia, dopo 15 anni un matrimonio a Gottano

Arte e Storia
Dialetto e tradizioni: la galleria sotto la Torre dell’Amorotto avvicinò Civago al resto della montagna. Il racconto di chi ci lavorò

N. 99 Ottobre 2003

La Copertina
Il sommario


Attualità e Società
Alla Columbia University di New York si studia il Maggio. Intervista a Jo Ann Cavallo.

Speciale Fiera
Castelnovo: albergo e piscina nuovi, teatro, Centro fiera e Prg. Intervista al vice sindaco Gianluca Marconi.

Storia e Cultura
L’aereo dei misteri si schiantò sul monte Ca’ di Viola nel ‘44: caccia al relitto.

Svuotato il lago di Gazzano: le foto dell’evento e la storia della diga di Fontanaluccia.

N. 100
Novembre Dicembre
2003

La Copertina
Il sommario


Attualità e Società
L’agricoltura salva-montagna: fotografia del comparto nel nostro territorio.

L’ex vescovo mons. Gibertini ha scelto la tomba: sarà sepolto in chiesa a Ciano.

Storia, Arte e Personaggi
Episodio alla don Camillo a Cereggio nel dopoguerra: come nel film, don Narciso affrontò il suo “Peppone”. Megafoni interrotti dalle campane.

Al lavoro nelle viscere della terra: i sopravvissuti raccontano l’epopea degli emigranti montanari verso le miniere del Belgio.

N. 101
Gennaio
2004

La Copertina
Il sommario


Speciale Teatro
Tiffany addio, ecco il Bismantova. Il rush finale nelle parole di Gianluca Marconi.

Personaggi e Società
Cinque generazioni in festa a Castelnovo: da Iride Ugoletti a Nausicaa Ciano, 96 anni dopo.

L’epopea dell’Andrella: vezzanesi per 20 anni al lavoro sulla strada della Val d’Enza. Una storia di grandi sacrifici raccontata dai protagonisti e dallo straordinario geom. Giacomo Nicoli.

Lo Sport in Appennino
Quando il prete va in panchina: la passione per il calcio di don Daniele a Cinquecerri.


N. 102
Febbraio/Marzo
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità, Economia e Politica
Il bilancio demografico del 2003: la popolazione aumenta in tutti i comuni tranne Villa. Compreso Ligonchio, dove l'aquila fa la cicogna. In tutto siamo 44.332.

Volontariato e Società
Da Baiso a Sydney scoprendo il mondo e la terra dei canguri. E anche l'amore. Robby Borghi si racconta.

Personaggi e Tradizioni
Casina: a due mesi dalla scomparsa, la vita di Angelo Filippi, sempre presente ai grandi appuntamenti con la storia del secolo scorso.


N. 103
Aprile
2004

La Copertina
Il sommario


Lavoro, Attualità e Politica
“Il caporalato? C’è anche qui da noi, a Felina, per esempio”: intervista a Dusca Bonini della Cgil sul declino di Cipputi.

Casa Giovanelli story: tolta la striscia contestata. Clamorosa decisione dell’ex Catasto che stralcia i famosi 66 mq.

Storia e Personaggi
Dolce amarcord in America Latina per Iva Zanicchi. Parla della guerra e di quand'era bambina: “E ritrovai papà”.


N. 104
Maggio
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità, Scuola e Volontariato
Africano di un don: il grande cuore di Viano abbraccia padre Marco Canovi e gli amici ugandesi del Karamoja.

La carica degli arrabbiati: Basta bla-bla! Parco nazionale: la protesta del Comitato. Lo sfogo di Bucci sulle colpe di Giovanelli e di Castelnovo per i ritardi.

Speciale: la Guerra e Noi
Il drammatico salvataggio del comandante Barbolini nella testimonianza di Otello Togninelli.

Due storici e rari documenti sul martire di Cervarolo don Battista Pigozzi.

La guerra di nonno Paolino vista con gli occhi della 14enne Clara.


N. 105
Giugno/Luglio
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica
E’ arrivato Josuè: dopo 33 anni, un neonato a Casello Vecchio di Roncaglio.

Feste, Tradizioni e Personaggi
Succiso: la favola di Albaro, sullo scuolabus rosso per le vie del paradiso.

Cervarezza: la Russia infernale dell’alpino Andrea Romei, il marconista primo a sapere della ritirata.

Lo Sport in Appennino
Il 53° Torneo della Montagna girone per girone: il Cavola punta a un tris mai realizzato finora, agguerrite le 20 rivali, con Gatta, Cervarezza, Baiso, Borzanese e Roteglia in pole-position. Juniores in crisi: solo sei squadre iscritte. Tutti gli albi d’oro e le ultime di mercato.


N. 106
Agosto
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica
Tutti per super Michi: la scuola e gli altri protagonisti della battaglia per la vita di un bambino di 10 anni.

Nostra inchiesta esclusiva: abbiamo trovato Merlin Hueppchen, copilota del B-25 americano precipitato nel 1944 vicino a Frassinedolo ospitato da don Vasco Casotti insieme a due connazionali.

Idee a duello sulla pista che scotta: parlano Felicino Magnani e Benedetto Valdesalici.

Storia, Tradizioni e Personaggi
Film, moto e solidarietà: intervista a Chicco Salimbeni dopo lo strepitoso successo del corto “L’Intoccabile”.

N. 107 Settembre
N. 108 Ottobre
2004

La Copertina


N. 109
Novembre-Dicembre
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica
Bisturi e cuore: 138 interventi per Anna Ghirardini e gli altri medici. Da Toano in Tibet.

Franchi e Leoncelli fuori dagli schemi: no a poltronismo e potere dei pochi.

Lo Sport in appennino
Formula Uno in miniatura: il carpinetano Marco Donadelli piccolo Schumi del telecomando.

N. 110
Gennaio 2005

La Copertina
Il sommario


Società, Scuola e Politica
La zuppa degli dei: boom a Casale per un antico cereale. Luca Valentini coltiva il farro.

Al via la Comunità montana dell’era Pignedoli: gli incarichi, le intenzioni, le curiosità e le prime critiche.

Speciale Natale
Il presepe vivente dei bambini a Bebbio: tutti al lavoro, ma in scena solo giovanissimi.

Storia, Arte e Personaggi
Ciano: sempre più in alto il canto di Mikela. Nel nuovo cd anche la firma di Strabba.

N. 111
Febbario Marzo 2005

La Copertina
Il sommario


Volontariato e Società
Un secolo per ritornare: la magnifica epopea della famiglia Frossiani, dal capostipite Achille che lasciò Civago per l’Argentina al pronipote Jorge tornato con genitori, moglie e figli.

Attualità
Quanto ci costa quella fascia? Nostra inchiesta su paghe e gettoni degli amministratori.

Speciale Resistenza
Al servizio di Dio e dei fratelli: vita e guerra del martire don Pasquino Borghi.

Lo Sport in Appennino
Carpineti: l’impennata da fuoriclasse del 19enne Matteo Bonini che debutta nel Mondiale Mix 2 di motocross.

N. 112
Aprile 2005

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica
Ok, il piatto è giusto: incontro con Maria Grazia Nibali, “giurata nutrizionista” in tv con la Zanicchi a “Il Piattoforte”.

La guerra del latte: Ferrarini, Gazzolo, Cavola e gli altri caseifici a caccia dell’oro bianco. A Vetto chiude Groppo.

Speciale Storia
Cinquant’anni fa a Colombaia assassinati Munarini e Rossi: tutta la vicenda e l’analisi di quel periodo fatta dall’on. Danilo Morini.

N. 113
Maggio 2005

La Copertina
Il sommario


Attualità
Cinque Terre, dove il Parco funziona c’è al centro l’uomo. Nostra intervista al presidente Franco Bonanini

Scuola e Volontariato
Arriva Milly, un aiuto a prova di latte: dalla scuola elementare di Migliara una mucca per il progetto Hanga in Tanzania

Storia e Personaggi
Dal coma alla laurea: la storia coraggiosa di Alessia Tacconi, ex promessa dello sci

Speciale 25 Aprile
Violenza e ricerca: intervista allo storico Massimo Storchi sulla Resistenza

N. 114
Luglio 2005

La Copertina
Il sommario


Giovani e Scuola
Tutti a Colonia! In vista della Giornata mondiale della gioventù, nostra inchiesta fra i giovani. “Saremo più di 100!”


Speciale Turismo
Mille feste. Anche per te: tutti gli appuntamenti in Appennino fino a metà luglio

Ligonchio: successo per la 1ª Festa del salame


Storia e Personaggi
Inchiesta: la tradizione del “pom ross” di Temporia

In 40 da Genova a Cortogno per commemorare il martire Settimo Giudici


60 ANNI FA/DA CERRE’ SOLOGNO A FEBBIO

Il salvataggio di Barbolini

Tra nemici risparmiati e l’incredibile recupero del comandante partigiano ferito. Di notte, affondando nella neve. Monteorsaro rischiò la rappresaglia. Un toccante ricordo di famiglia.

di Otello Togninelli

A Cerrè Sologno, paesino del comune di Villa Minozzo abbarbicato alle pendici del monte Regnola, il 15 marzo del ‘44 vi fu uno scontro a fuoco tra partigiani e reparti della milizia tedesca; cominciò al mattino e si protrasse fino alle prime ore del pomeriggio, lasciando sul campo morti e feriti da ambo le parti. Alle ore 14 la formazione partigiana si sganciò e iniziò a ripiegare verso Monteorsaro (il paese più alto del nostro Appennino); con loro il comandante della formazione, Giuseppe Barbolini, colpito da un proiettile tra il braccio e la spalla; aveva perso molto sangue e non era più in grado di camminare. Lo caricarono su una barella fatta alla bell’e meglio con del legno rimediato sul posto e s’incamminarono verso la “Costa dell’Oliva”, portandosi dietro una quindicina di prigionieri tra militi e tedeschi. Si addentrarono nel folto della boscaglia in un posto conosciuto col nome di “Du lavel”, con una fitta vegetazione di noccioli, querce, castagni, e poi via via, salendo, rose canine, biancospini, ginepri, faggeti, e poi ancora faggeti: spogli e desolati per il clima invernale che ancora persisteva da quelle parti. La valle era (ed è ancora) attraversata da una vecchia mulattiera che collega il territorio di Ligonchio a quello del Villaminozzese: “la Val d’Asta”.
Il sentiero era ricoperto da un alto strato di neve che aveva cancellato la configurazione sul terreno, e questo rendeva ancor più aspro e difficoltoso il cammino. I chilometri che separano Cerrè Sologno da Monteorsaro sono circa dieci-dodici, ma percorrerli a piedi, in quelle condizioni, diventano il triplo. Lungo tutto quel percorso non vi sono abitazioni di nessun tipo, né capanne, né segno di anima vivente, ma solo e solamente arbusti, alberi, rigagnoli, sorgenti, laghetti e torrenti dalle acque limpide e pure: nessun altro segno di vita umana.

FERITO
Il modenese Giuseppe Barbolini, comandante partigiano celebre anche per il ferimento in battaglia. Venne curato dal dr. Marconi che lo ricoverò sotto falso nome.

Più a lato, proveniente dal Baggioleto, scende per posti irti e scoscesi un torrentaccio chiamato e conosciuto col nome di “Fosso del Diavolo”, e questo nome la dice lunga sull’ubicazione di “Du lavel”.
Davanti alla colonna in fuga si ergevano a baluardo, disposti ad arco, il monte Prampa, il Cisa, il Passo della Cisa (e proprio di lassù dovevano passare...) e in disparte il Cusna: maestoso, possente, sonnolento, che guardava indifferente.
Il sole tramontò e in un attimo fu buio; la temperatura si abbassò di molto e il freddo pungente, mordente, si fece sentire, e man mano che salivano l’irto pendìo la neve diventava sempre più alta e la situazione peggiorava. Tra i partigiani c’era il timore che i militi e i tedeschi, una volta ricevuti i rinforzi, inseguissero la colonna, in evidente difficoltà per la lentezza dei movimenti: barella col ferito da trasportare, armi e cassette di munizioni da portare e prigionieri da far camminare.
Intorno a loro... silenzio. Soltanto di tanto in tanto il latrare di cani proveniente da paesi sottostanti faceva sentire la presenza di esseri viventi.

Intanto, da Busana bagliori, lampi di proiettili traccianti solcavano il cielo in modo impressionante, segnalavano la presenza del nemico ferito ma ancora graffiante, e questo rendeva più nervosi e impazienti gli uomini in ripiegamento. La formazione arrivò alla sorgente del torrente Lucola (affluente di destra del Secchia), dal nome di “Fontana delle uova”, dove tutti si fermarono per dissetarsi e prendere fiato.
E là successe un fatto da non dimenticare: un milite prigioniero, non più in condizioni di proseguire, volle che lo lasciassero morire lì. Alcuni partigiani proposero di fucilarlo sul posto, altri no. Prevalsero i sì, ma un componente della formazione si oppose con decisione all’uccisione e si avvicinò al prigioniero, e presa la cassetta di munizioni che stava portando, se la caricò sulle spalle e con lui si allontanò, salvando un uomo da sicura morte con un gesto di grande umanità. Ripresero la marcia e dopo tanta fatica arrivarono a “Prà d’Alfign” (Prà Fento), un luogo acquitrinoso con un vasto prato. Lì dovettero fermarsi perché lo spessore della neve era così alto che con la barella in spalla gli uomini che la portavano sprofondavano fino alla cintola e più avanti non potevano andare. Si tenne una breve riunione tra i capi della formazione e, d’accordo con Barbolini, decisero di lasciarlo nascosto tra i cespugli di un faggio arrotolato in una coperta di lana. Poi, una volta arrivati a Monteorsaro, sarebbero tornati a prenderlo assieme a gente pratica del posto.

EPOPEA PARTIGIANA
Il trasferimento in mezzo alla neve (foto dell'Istituto Storico della Resistenza di Reggio Emilia)

Finalmente, intorno alle nove di sera arrivarono i paese: stanchi, esausti, affamati e sgomenti. Si sparpagliarono nelle case del borgo alpestre (protetto dei bei monti della massiccia catena dell’“Uomo morto”) abitato da pastori, carbonai, boscaioli, che li accolsero dividendo con loro il poco cibo che avevano. Ne vennero una decina anche in casa nostra, e mia madre, benché fosse ammalata, non si risparmiò e per tutta la notte fece da mangiare. Quando il pane finì si mise a impastare la farina con acqua e preparò delle focacce rotonde, che mise a cuocere sulla pietra del focolare, coprendola con cenere e braci, riuscendo a sfamare tutti. La Norma (sorella di Barbolini), poi, cercò persone del paese che andassero a prendere il fratello, ma non trovò nessuno. Vi andarono mio fratello Leonida e Lorenzo di Simone. Partirono con dieci partigiani e una carretta di legno (solitamente usata per il trasporto della legna in inverno) sulle spalle e s’incamminarono nella notte fonda con i propri pensieri cupi e tesi, consapevoli di quello che poteva loro accadere se i tedeschi li avessero presi. Lorenzo e Leo guidavano il gruppo fianco a fianco, con tutti gli altri in branco, senza via di scampo. Uno scenario irreale si presentò ai loro occhi: il cielo limpido e chiaro trapunto di stelle con una miriade di piccole fiammelle e al centro la luna, splendida e bella, ma in quel tragico momento faceva accapponare la pelle, perché quel pugno di uomini si vedevano a oltre un miglio di distanza, senza copertura neanche della natura. Più si allontanavano dal paese e più si sentivano soli, con la paura che s’impadroniva di loro. In vista del Passo della Cisa, un partigiano preso dal panico volle tornare indietro: aveva paura che ci fossero i militari appostati e tendessero loro un’imboscata. Leo gli fece notare che se ci fossero stati i fascisti - col chiaro, la visuale e il rumore che facevano - avrebbero avuto tutto il tempo per farli fuori. Proseguirono per l’arduo cammino.

TEDESCHI
Un gruppo di militari osserva la zona partigiana (foto dell'Istituto Storico della Resistenza di Reggio Emilia)

Nel frattempo Barbolini, rotolandosi nella neve, si era spostato dal luogo dove l’avevano lasciato. Non vedendolo, i soccorritori si misero a chiamarlo sottovoce, ma lui non rispose perché temeva fossero i militi. Finalmente lo trovarono, quindi lo caricarono sulla slitta e fecero il percorso in senso inverso. Il primo tratto era in salita, perciò si dovette spingere e tirare la carretta con grande sforzo e fatica. Dopo aver valicato il Passo della Cisa iniziò la discesa e... per il ferito iniziò il calvario e per i soccorritori la disperazione. La neve in superficie era ghiacciata, ma sotto la crosta farinosa (sfalernia), così la slitta prese velocità e Leo, Lorenzo e compagni ebbero un bel daffare per trattenerla. Poi, all’improvviso si ruppe il ghiaccio e sprofondò nella neve fermandosi di colpo, per ripartire subito dopo. Queste improvvise fermate e scossoni vennero accompagnati da urla, bestemmie e lamenti di Barbolini. Arrivarono in vista di Monteorsaro che stava per sorgere il sole, nove ore dopo esser partiti dal paese per andare a recuperare il ferito. Li accolse un vento freddo di tramontana gelido e pungente che sferzava i loro volti sfiniti, stravolti e sconvolti dalla fatica, dalla paura e dall’angoscia, dalla tribolazione e dalla sofferenza. Barbolini venne portato a Febbio, nascosto e curato nella canonica da don Vasco Casotti fino alla guarigione, poi riprese il comando di una formazione di partigiani modenesi, fino a liberazione avvenuta.

Il giorno dopo quel 15 marzo il rastrellamento della milizia e dei tedeschi arrivò a duecento metri da Monteorsaro. In un campo, semisepolti, trovarono cinque morti, fucilati dai partigiani in ritirata: erano militi e tedeschi fatti prigionieri nella battaglia di Cerrè Sologno. Un sesto, rimasto solo ferito, fingendosi morto tentò di fuggire, ma venne ripreso e fucilato lontano dagli altri, e non fu trovato dai fascisti. Il comandante tedesco voleva bruciare subito il paese, ma Leo cercò in tutti i modi di fargli capire che gli abitanti del borgo non c’entravano per niente, e poco mancò che venisse ucciso. Con l’aiuto di un’interprete riuscirono a spiegargli la realtà dei fatti, così Monteorsaro fu salvato...


60 ANNI FA/UN MESSAGGIO DA TRAMANDARE

Il fiore di don Battista

Due storici documenti riguardanti il sacerdote ucciso nell’aia di Cervarolo con altri 23 martiri. Le lettere del papà e di Umberto Monti.

di Andrea Riotti

Don Battista Pigozzi (1881-1944).

Nei tempi andati, quando l’opportunità di andare a studiare era per i giovani della nostra montagna piuttosto remota, nacque quale faro luminoso il Seminario di Marola. Sono state davvero tante le generazioni che si sono formate a quella fonte di sapere, che non è azzardato definire essere stata l’“università della montagna reggiana”. Se numerosi sono stati i sacerdoti “sfornati” da quell’eremo, è maggiore il numero di coloro che nel prosieguo optarono per la vita secolare. Tanto per fare un esempio avvenuto in tempi in cui possedere un discreto bagaglio culturale era patrimonio di pochi, era un ex seminarista di Marola quel giovane di Roncopianigi, tale Mauro Pigozzi, che il 2 aprile 1888, in una lettera al padre da una caserma di Napoli, si lamentava di non sapere quando avrebbe potuto recarsi a casa in licenza perché nessuno fra i suoi numerosi commilitoni era in grado di sostituirlo nella mansione di “scritturale”.
Ma “andare a Marola” purtroppo non era alla portata di tutte le famiglie, perché un contributo bisognava pure darlo al fine di garantire la sopravvivenza della struttura. Un problema, come attestano le cronache, che assillò non poco anche il tormentato percorso, dal suo nascere, dello stesso seminario cittadino. Di seguito, un documento quanto mai eloquente al riguardo:

“A sua Ecc.za Ill.ma e Rev.ma Monsignor Vincenzo Manicardi, Vescovo di Reggio Emilia,
Eccellenza, il sottoscritto Pigozzi Natale di Febbio ha fra gli altri un figlio per nome Battista non ancora trilustre, che da quattro anni frequenta la scuola del Seminario vescovile di Marola, con soddisfazione dei suoi maestri e degli altri superiori; ultimamente è stato promosso dalla 3ª alla 4ª classe ginnasiale. All’ingegno non comune accoppia amore allo studio e mostra propensione per la carriera ecclesiastica. Ma disgraziatamente il padre che scrive versa in tristi condizioni finanziarie e ancor più tristi dalla presente critica annata, si trova nella dura necessità di privare al figlio la via intrapresa degli studi. Prima però d’appigliarsi a questo ultimo doloroso partito si permette di ricorrere alla nota carità dell’Eccellenza vostra e supplicarla vivamente di venire in suo aiuto, accordandogli un sussidio nella misura che Ella crederà del caso. Il giovanetto così beneficato saprà mostrarsi riconoscente al suo benefattore, e farà del suo meglio per la gloria di Dio e del bene della Chiesa, di cui spero diventerà un giorno sacro ministro. Nella misura che l’Eccellenza vostra vorrà prendere in considerazione ed appagare siffatta domanda, il supplicante anticipa i più sentiti ringraziamenti e colla più alta stima ed osservanza si professa di V. Ecc.za Ill.ma e Rev.ma. Febbio, lì 27 ottobre 1897. Dev.mo ed Obb.mo servo Pigozzi Natale”.

Non è stato difficile individuare chi fosse quel “giovane non ancora trilustre” che realizzando le aspettative del padre divenne in seguito sacerdote e parroco di Cervarolo: il martire don Battista Pigozzi. A distanza di tanti anni ci sembra cosa buona riportare qui la dedica scritta nel 1944 sul ricordino del sacerdote ad opera del prof. Umberto Monti. Un documento prezioso praticamente sconosciuto.

NELL’AIA
A Cervarolo dopo la strage.
 
“Visse contento nelle sue montagne, tra Febbio dove era nato e Cervarolo dove fu parroco per 33 anni. Modesto e umile, sempre rifiutò promozioni e sedi migliori: fu benefico coi poveri, ospitale cogli amici e forestieri. Quando il 20 marzo 1944 un’orda di barbari invase la sua parrocchia rifiutò di fuggire: catturato in casa ricusò sdegnosamente di fare i nomi dei partigiani. Minacciato di morte rispose: ‘Io non ho paura di morire, perché ho sempre fatto il mio dovere’. Spogliato delle vesti, schernito ed esposto ai rigori della stagione, rimase calmo e impassibile. Condotto nell’aia dove altri 26 stavano ansiosi della loro sorte, li consolò colla sua presenza, li benedisse prima di morire e recitando il Rosario aspettò le raffiche delle mitragliatrici che dovevano fare di quegli uomini altrettanti martiri della fede e della Patria”.

Nel marzo 1974, in occasione del 30° anniversario, durante la cerimonia, la poesia nel riquadro, scritta appositamente dal poeta Lino Bianchi di Monte-orsaro, fu recitata da una bambina di terza elementare nipote di uno dei caduti. Considerato che i testimoni più giovani di quell’evento allora erano bambini, quel messaggio è quanto mai attuale nel momento di affidarlo alle future generazioni.

Testimonianza

Mamme, ho raccolto un fiore
nell’Aia dell’eccidio
un fiore grande,
più dell’orizzonte;
ha i petali di pace
e il profumo dell’amore.
Ho raccolto un fiore
tra le croci dell’eccidio
dove il giorno s’abbandona nell’eterno
e l’ira trova il suo mistero.
Uomo, apri il tuo cuore
e raccogli questo fiore.


CASTELNOVO/VISTA DA UNA 14ENNE

La guerra di nonno Paolino

La chiamata alle armi, l’8 settembre, la cattura, la fuga... “Il pericolo si trovava su tutti i fronti”. “Non esistono guerre giuste: sono peggio di un’arma di distruzione di massa”.

di Clara Casoni

SOLDATI
Paolino Casoni (indicato dalla freccia) militare.

Abbiamo mai provato a chiederci com’è stata vissuta la seconda guerra mondiale nel nostro territorio?
Questo tema, tornato di attualità ai giorni nostri alla luce dei fatti accaduti in Iraq, in che modo è sentito da chi ha affrontato la guerra?
Noi ragazzi di 3ª A della scuola media abbiamo provato a rifletterci assieme alla nostra insegnante d’italiano Angela Pietranera e grazie all’aiuto della prof. Giovanna Caroli.

In due incontri (troppo pochi per capire una guerra mondiale, o qualsiasi altra guerra) abbiamo cercato di mettere a fuoco le principali azioni italiane, ma soprattutto quelle compiute dai nostri nonni o compaesani, che hanno ancora dentro il ricordo di un tempo passato che li ha segnati per la vita.
Se non proviamo a tornare indietro nel tempo e a inserirci nella mentalità di allora... come possiamo riuscire a capire da un libro di storia le sensazioni, le paure, i pensieri di quegli anni, di quella guerra tanto inutile quanto disastrosa? Per chi non l’ha vista da vicino può sembrare solo una pagina di storia da studiare che deve essere ricordata per le azioni compiute dai partigiani o dagli Alleati, venerati come idoli per aver salvato l’Italia.

La classe 3ª A della scuola media di Castelnovo Monti con la prof. Angela Pietranera.

Ed è per questo che ora provo a mettere nero su bianco un’intervista a mio nonno Paolino Casoni, residente a Villa Minozzo, vissuto a quei tempi, che la guerra l’ha vista da vicino. Può sembrare semplice ma in realtà non lo è, infatti capita spesso di evitare di parlarne, cercando anche di respingere l’evidenza, ed è per questo che alcuni ricordi non riaffiorano con facilità.

Ecco quello che racconta.
“Abitavo a Bedogno di Villa Minozzo quando nel 1939, a diciott’anni, fui chiamato alle armi; dovevamo assediare un territorio vicino a Imperia. L’8 settembre 1943 (data dell’armistizio con gli Alleati) il comandante ci disse che da quel momento chi voleva salvarsi doveva scappare, e a quel punto pensai che la guerra fosse finita, ma ben presto mi accorsi di essermi sbagliato. Iniziammo a raggiungere le case più vicine per avere vestiti borghesi in modo da non farci riconoscere dai tedeschi. Da Triora arrivammo fino a Sanremo, dove prendemmo il treno che ci portò fino a Voghera. Arrivati lì ci nascondemmo in un canneto dove aspettammo la sera per iniziare il nostro cammino verso casa. Arrivammo alla Croce di Castelnovo attraverso la campagna, dopo circa dieci giorni di cammino, cercando di evitare i centri abitati per paura dei tedeschi. In gennaio arrivarono i soldati che presero mio fratello e lo portarono in Germania, mentre io riuscii a salvarmi nascondendomi in un buco scavato sotto la mangiatoia delle mucche. Nell’agosto del ‘44 Villa Minozzo fu bruciata, rimasero solo la farmacia e la chiesa, e tutti iniziammo a scappare come sfollati nei boschi. Dopo quattro giorni, avendo fame e sperando di mimetizzarci nella nebbia, pensammo di scendere a Secchio senza neanche immaginare che i tedeschi ci stessero aspettando, per questo fummo catturati. Venimmo schierati a ridosso del muro di una casa, aspettando l’ordine d’incamminarci, nel frattempo i tedeschi razziarono duecento capi di bestiame. Verso sera arrivammo a Villa, dove ci rinchiusero in una cantina. La mattina riprendemmo il cammino e verso sera arrivammo a Gatta, dove ci rinchiusero in una porcilaia e ci diedero un avvertimento: ‘scappare uno, noi uccidere dieci’. Nella mattinata arrivammo a Felina, dove uccisero un bue per il nostro pranzo, e a sera arrivammo a Casina, dove ci fermammo per la notte; alla mattina arrivammo a Scandiano, dove ci fermammo in un vigneto sotto la pioggia battente, da qui in poi il viaggio continuò ma senza bestie. In serata eravamo a Sassuolo dove ci rinchiusero in un palazzo attorniato da un canale. Alla mattina prendemmo il treno per Fossoli. Arrivati al campo di smistamento riuscii a non essere inviato in Germania grazie ad una lettera di mio fratello che attestava che era prigioniero civile. Per questo riuscii a rimanere in Italia, venni però mandato a combattere sul passo della Futa, dove il pericolo si trovava su tutti i fronti: da dietro i tedeschi mi facevano avanzare, a lato avevo i partigiani, davanti gli americani e gli inglesi. A sera venimmo rinchiusi in una scuola; dopo due giorni riuscii a scappare, aspettando che la sentinella abbassasse la guardia scavalcai la rete e mi buttai in un fiume, perché se mi avessero visto avrei potuto dire che volevo lavarmi. Nella notte arrivai vicino ad alcune case e chiesi ospitalità. Riuscii a tornare a casa dopo otto giorni”.

Con questo si conclude la fuga... la guerra era ormai finita.
Ma i ricordi non se ne andarono con la fine della guerra e non se ne andranno mai. Il dolore con cui si deve convivere non può essere descritto in una pagina di storia, lo si porta dentro senza mai riuscire a dimenticarlo. Anche la guerra in Iraq doveva essere breve, si diceva fosse per il bene dell’umanità e invece è stato solo un conflitto dagli scopi politici che ha portato morte e distruzione sia nelle famiglie irachene che in quelle dei soldati impegnati in questa missione. Con la frase importante e maliziosa di Bush - “the game is over” - giovani reclute e padri di famiglia si sono trovati in guerra forse senza neanche sapere cosa dovevano fare veramente, poi l’annuncio della fine della guerra, ma il “dopo” sta portando più morti del conflitto vero e proprio. Ancora adesso siamo convinti che una guerra possa essere giusta?

Su questo argomento non mi dilungo più di tanto, anche perché ho solo 14 anni, abito a Castelnovo e quindi non posso fare niente per cambiare la situazione, ma posso sperare che un giorno (anche se lontano) potremo vivere tutti in un mondo di pace. Vi invito a riflettere e a cercare di convincervi che non esistono guerre giuste, che la guerra è peggio di un’arma di distruzione di massa.

 
   

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