IN QUESTO NUMERO

N. 115
Agosto 2005

La Copertina
Il sommario


Personaggi
Vaglie: storia di Caterina, sordomuta felice di comunicare col mondo a mezzo fax e sms.


Attualità
Il mio canto libero: il mitico Mogol a cavallo a Pratizzano. Ecco la Grande cavalcata.


Speciale feste
Tutti gli appuntamenti prima di arrivare fino alla fine dell'estate.


Storia e Arte
Viaggio nel set di “Sopra le nuvole”, il film sugli eccidi del marzo 1944 tra cui Cervarolo.



I NUMERI ARRETRATI

N. 69
Giugno 2000

La Copertina
Il sommario


Attualita' ed Economia:
Cerreto dei contrari.

L'incredibile pellegrinaggio
del Prof. Regnani.


Feste e dintorni:
4° Celtic Folk Festival.

Alla scoperta dei Celti.

Il programma delle feste di paese dell'estate.

Nasce Festivaldenza.

Personaggi e Cultura:
Concorso di poesia dialettale

N. 70
Luglio 2000

La Copertina
Il sommario


Personaggi:
Carpineti: l'aceto balsamico di famiglia.

Si fa presto a dire Chernobyl

Sport:
Lodovico Tarabelloni a ruota libera.

C'era una volta l'"Amicizia"


N. 72
Settembre
Ottobre 2000

La Copertina
Il sommario


Speciale San Michele e Castelnovo:
Il nuovo marchio del Parmigiano Reggiano di montagna, formaggio buono anche col gelato

Nasce "Pregium", il consorzio per vendere direttamente il Parmigiano Reggiano montano

Sport:
Viano: intervista a Carlo Casoni, chef della Ferrari nei GP di Formula 1. "Dopo la partenza scappo in cucina". Curiosità, aneddoti e cosa mangiano gli assi del volante

Arte, Cultura e Tradizioni:
Ottant'anni fa il terremoto sconvolse l'Appennino. Il ricordo di chi c'era il 7 settembre 1920: "Ballavano gli alberi"

N. 73
Novembre 2000

La Copertina
Il sommario


Attualità e politica:
Sensazionale ricerca: il Parmigiano Reggiano è nato a Frombolara di Carpineti nel 1159

Speciale autunno:
Tradizioni e dialetto: l'albero della vita. C'erano una volta il castagno e il metato

Personaggi:
La storia di Daniele Ferrari, carabiniere vianese, straordinaria figura di militare e di uomo. L'eroe di Culquabert rifiutò la Medaglia d'oro ed entrò nella leggenda

N. 74
Dicembre 2000
Gennaio 2001

La Copertina
Il sommario


Personaggi:
Il sogno di Said El Khaouat, marocchino costretto a vivere in una roulotte: una casa vera dove accogliere la moglie

Felina: la splendida storia della vita di Anselmo "Gnik" Zanelli, partigiano, norcino e re della risata

Speciale Natale:
Antonio Pigozzi espone a Castelnovo i suoi presepi. La storia di un artista che regala emozioni

Storia, Arte e Cultura:
Al Fariolo sventolò per primo nell'ottobre 1796: da riscrivere la storia del Tricolore


N. 75
Febbraio 2001

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica:
Il bilancio anagrafico del 2000: 149 abitanti in più, i maschi superano le femmine. Collagna primo comune sotto i mille.


Personaggi:

Intervista esclusiva a Mara Redeghieri. La cantante degli Üstmamò: "Amo i timidi, la lentezza e questa terra un po' sfigata".

Castelnovo: tre Liliana Azzolini, un caso di quasi omonimia. Simili anche le loro storie.


N. 76
Marzo 2001

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica:
Parco nazionale al via: intervista esclusiva a Paolo Bargiacchi. Le isole a orologeria. La Lega Nord: "Se questa è democrazia...".


Volontariato e Solidarietà:

Castelnovo: al festival del rock, i giovani suonano per gli anziani. E vince il cuore.

Personaggi:
Casina: "Angiolina" Bonini svela i segreti di un'arte golosa, quella del croccante.


N. 77
Aprile Maggio 2001

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica:
La nostra inchiesta: alcol, droga e incidenti. Dall'allarme alle alleanze contro le devianze.
Osservatorio stradale: ben 11 morti sulle strade montane nel 2000.


Sport:

La febbre del Giro: la tappa del 27 maggio passa in montagna. Il percorso, la storia, le curiosità e le grandi rivalità.

Il Giro e i nostri eroi: piccoli gregari e grandi uomini: Nello Sforacchi, Pietro Partesotti e Lauro Grazioli.

Il Giro e i nostri eroi: finì per colpa di un pugno la carriera di Nunzio Pellicciari, ciclista di Baiso.


N. 78
Giugno 2001

La Copertina
Il sommario


Politica
I tre sindaci moschettieri: sogni e segreti di Carlo Fornili, Ugo Caccialupi e Felicino Magnani, premiati dal voto a Casina, Collagna e Villa Minozzo.

Sport
Prende il via la cinquantesima edizione del Torneo della Montagna: gironi, calendario, novità e indiscrezioni. Borzanese squadra da battere.

Arte, cultura e tradizioni
Sulle orme del primo starolo: sensazionale ricerca sul piatto che i modenesi ci hanno "rubato".


N. 79
Luglio 2001

La Copertina
Il sommario


Personaggi
Intervista a Giovanni Lindo Ferretti. L'organizzatore di "conFusion&" racconta il festival e la sua montagna: "Siamo fermi a ieri".

Speciale Estate
Il calendario degli appuntamenti in Appennino fino alla vigilia di Ferragosto.

Sport
Le "nazionali" del "Montagna": i migliori giocatori di sempre selezionati da 5 miti viventi.


N. 81
Settembre
Ottobre 2001

La Copertina
Il sommario


Agricoltura e volontariato
Intervista al dr. Franco Viappiani, nuovo direttore del distretto sanitario.

Genetica alla carpinetana: la Dumeco Breeding, moderna azienda di selezione dei suini, investe quasi 9 miliardi a Campovecchio. Intervista ai responsabili.

Sport
Una vasca, ma pure tronchi, frigo e slitte, al via della gara di carrettelle a Monchio di Felina.


N. 82
Novembre 2001

La Copertina
Il sommario


Attualità
Castelnovo: presentato il progetto per la città dello sport. Piscina, centro fitness e albergo: un intervento da 7 miliardi per un puzzle tra pubblico e privato.

Canossa: intervista esclusiva a Michele Curti. Mucca pazza gli ha sterminato la stalla, ma lui riparte a 64 anni: "Non mollo".

Personaggi
La lista di don Enzo Boni Baldoni: l'eroico prete di Quara salvò numerosi ebrei, il suo nome inserito nella stele dei "Giusti fra le Nazioni".

Rubrica
Un mese di notizie sui giornali. Rassegna stampa.


N. 83
Dicembre 2001 Gennaio 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Castelnovo: va in tribunale la vicenda della casa del senatore. La "guerra" Giovanelli-Herman sulla striscia della discordia.

Parmigiano Reggiano: Tabiano vince il tricolore a Saint Vincent.

Personaggi
Casina: l'insolita collezione di ferri da stiro di Romano Ghirelli. Ne ha più di 500, di tutto il mondo: il più antico ha cinque secoli.


N. 84
Febbraio 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Il bilancio anagrafico montano del 2001: +196 abitanti. A Ligonchio solo tre nati. Collagna torna sopra i mille. Tracollo a Villa.

Arte, storia e personaggi
Baiso: il giovane Simone Cassinadri racconta la sua battaglia contro la leucemia. "Ho vinto la malattia, adesso mi sposo".

Una suora nella Resistenza: il Sant'Anna e la montagna intera piangono la scomparsa di suor Paola Nervi. Fu al fianco di Marconi, finì anche in carcere, ma non si piegò. Una vita nel nostro ospedale.


N. 85
Marzo 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Argentina: linea diretta con una famiglia arrivata a Casina e una a Buenos Aires di origini montanare.

Speciale Pasqua
Lo scusìn, 8mila uova di festa: l'immortale tradizione pasquale raccontata dalla sua regina, Anna Corbelli.

Il mistero delle confraternite nelle tradizioni religiose pasquali. Dalla veccia di Talada alla processione del Cristo morto di Cervarezza. Una ricerca della terza elementare di Busana.


N. 86
Aprile/Maggio 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Viaggio esclusivo a Valbona, dove numerose giovani famiglie vivono di agricoltura a oltre mile metri di quota. Il paese degli animali è un piccolo Paradiso.

Speciale resistenza
Storia della staffetta Imelde "Noris" Campani, coraggiosa eroina della guerra di liberazione. Un ricordo autobiografico e le testimonianze di chi salvò dalla morte.

Storia, arte e tradizioni
Vetto: l'osteria come palco. I fratelli Olmi incidono storici canti popolari.


N. 87
Giugno/Luglio 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
Villa Minozzo: la storia di Terry, bimba malata di autismo ma dal sorriso solare. L'affetto della famiglia, i diversi metodi di cura, un'associazione e l'opera di sensibilizzazione.

Intervista a Tarcisio Zobbi, numero uno del Parco nazionale: "Nessun rischio di immobilismo. Aggiusteremo i confini. Due sedi operative, qui e in Toscana".

Estate e Personaggi
Baiso: Fiorettino vincente. Il 9 giugno la Pro loco organizza la prima gara del salame tipico delle nostre zone. E Tuttomontagna scopre le origini del nome.

Marola: grana d'autore con i fratelli Rossi. I ventenni Samuele e Sebastiano conducono un caseificio artigianale.

Villa: la storia del 99enne Olinto Battistelli, scarpulîn ma non solo, che ha trascorso tutta la vita al Trëg di Morsiano.


N. 88
Agosto 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità
La sfida di Ramiseto: intervista al sindaco Francesco Zambonini sui progetti che stanno ridando fiducia ed entusiasmo al comune del crinale.

Ramiseto è meglio di un titolo di studio: la storia di Simona Mortari, innamorata del suo paese.

Festestate
Le feste in Appennino: TUTTO IL CALENDARIO ESTIVO

Minozzo la millenaria: la Pro loco e i suoi costumi fanno rivivere una realtà antica di secoli.

Arte, storia e personaggi
Viva il parroco: nel 40° di ministero a Cavola, il 4 agosto si festeggia don Raimondo Zanelli.


N. 90
Ottobre 2002

La Copertina
Il sommario


Attualità e solidarietà
Castelnovo: il nuovo Prg guarda alle frazioni. La parola a sindaco e opposizione.

Storia cultura e personaggi
Più unica che rara: viaggio a Casale di Talada sulle tracce dell’erba robbia.

Campione e Sansone: Domenico Gariselli, primo di forme e formaggio.


N. 91
Novembre/Dicembre 2002

La Copertina
Il sommario


Personaggi, storie e tradizioni
Cento anni e mille gag: il primo secolo di vita di Carolina Caldiani di Regnano.

Un giorno con Maurizio Giansoldati e Domenica Magliani, gli ultimi pastori di Ligonchio.

Sole di Vetto: in un reportage a colori, l'odissea di Neo Ruffini, reduce della steppa.


N. 92 Gennaio 2003

La Copertina
Il sommario


Volontariato e società
Castelnovo: intervista a Fulvia Baccini, tra Global Forum, pace e problemi mondiali.

La vita eccezionale di Caterina Bertolini, dodici figli e un grande cuore.

Ramiseto: io e gli struzzi. Viaggio nell'allevamento di Cristina Fontanili.

Caso Pieve: parlano don Evangelista Margini e l'architetto progettista Giorgio Bertani.

N. 93 Febbraio
Marzo 2003

La Copertina
Il sommario


Attualità
Un sogno realizzato: Davide Gigli fa il pastore a Gazzano. Una passione nata da piccolo e condivisa dalla moglie Barbara.

Il bilancio demografico del 2002: montanari in aumento, toccati livelli di 30 anni fa.

Gli interventi della Provincia a Cecciola e Laticola.

Gatta-Pianello: interviste esclusive con Roberto Ruini e Felicino Magnani.

Personaggi
Casina: si racconta Francesca Filippi, istruttrice di volo a soli 21 anni.

N. 94 Aprile 2003

La Copertina
Il sommario


Società, Scuola
e Attualità

Castelnovo: l'originale idea di Fabio Mammi. Casse da morto personalizzate con la Pietra o il cappello da alpino.

Immigrazione e
dintorni: il forum
di Tuttomontagna. Tavola rotonda Pignedoli-Tamagnini-
Grisanti. Interventi di Tonino Ndoci e Alessandro Davoli.

N. 95 Maggio 2003

La Copertina
Il sommario


Attualità e volontariato
La Regina del Sahara è Rosy Manari da Busana, che da due anni trionfa nella maratona del deserto

Cervarezza: sulle tracce di Indiana Jones, nasce il “Parco Giocavventura”.

Personaggi storia e cultura
Rivelazioni shock di mons. Nando Barozzi: “Eravamo armati e pronti a fermare il colpo di stato dei comunisti”.


N. 96 Giugno
Luglio 2003

La Copertina
Il sommario


Scuola, Attualità e Volontariato

Il centenario Unitalsi: a Castelnovo oltre 400 iscritti. Il pellegrinaggio dei bambini.

Villa Minozzo
Vita nuova al canile
Ora non piangono più


Arte e Personaggi

Dialetto e tradizioni: amarcord fistïe e schìz, i giochi di una volta comprati... nel bosco.

Lo Sport in Appennino

Il 52° Torneo della Montagna girone per girone: Baresi e Padovano le star, Casina, Cola, Gatta e Baiso le favorite.


N. 97 Agosto 2003

La Copertina
Il sommario


Speciale feste
Tutte le feste dell'estate in Appennino

Volontariato e Società
Intervista a Ketty Agnesani, originaria di Villa, una delle "colonne" di Emergency

Tra Carpineti e Lourdes: incontro con don Guiscardo, Cappellano della Grotta

Sposini in fuga dalla città: con Marco e Clizia, dopo 15 anni un matrimonio a Gottano

Arte e Storia
Dialetto e tradizioni: la galleria sotto la Torre dell’Amorotto avvicinò Civago al resto della montagna. Il racconto di chi ci lavorò

N. 99 Ottobre 2003

La Copertina
Il sommario


Attualità e Società
Alla Columbia University di New York si studia il Maggio. Intervista a Jo Ann Cavallo.

Speciale Fiera
Castelnovo: albergo e piscina nuovi, teatro, Centro fiera e Prg. Intervista al vice sindaco Gianluca Marconi.

Storia e Cultura
L’aereo dei misteri si schiantò sul monte Ca’ di Viola nel ‘44: caccia al relitto.

Svuotato il lago di Gazzano: le foto dell’evento e la storia della diga di Fontanaluccia.

N. 100
Novembre Dicembre
2003

La Copertina
Il sommario


Attualità e Società
L’agricoltura salva-montagna: fotografia del comparto nel nostro territorio.

L’ex vescovo mons. Gibertini ha scelto la tomba: sarà sepolto in chiesa a Ciano.

Storia, Arte e Personaggi
Episodio alla don Camillo a Cereggio nel dopoguerra: come nel film, don Narciso affrontò il suo “Peppone”. Megafoni interrotti dalle campane.

Al lavoro nelle viscere della terra: i sopravvissuti raccontano l’epopea degli emigranti montanari verso le miniere del Belgio.

N. 101
Gennaio
2004

La Copertina
Il sommario


Speciale Teatro
Tiffany addio, ecco il Bismantova. Il rush finale nelle parole di Gianluca Marconi.

Personaggi e Società
Cinque generazioni in festa a Castelnovo: da Iride Ugoletti a Nausicaa Ciano, 96 anni dopo.

L’epopea dell’Andrella: vezzanesi per 20 anni al lavoro sulla strada della Val d’Enza. Una storia di grandi sacrifici raccontata dai protagonisti e dallo straordinario geom. Giacomo Nicoli.

Lo Sport in Appennino
Quando il prete va in panchina: la passione per il calcio di don Daniele a Cinquecerri.


N. 102
Febbraio/Marzo
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità, Economia e Politica
Il bilancio demografico del 2003: la popolazione aumenta in tutti i comuni tranne Villa. Compreso Ligonchio, dove l'aquila fa la cicogna. In tutto siamo 44.332.

Volontariato e Società
Da Baiso a Sydney scoprendo il mondo e la terra dei canguri. E anche l'amore. Robby Borghi si racconta.

Personaggi e Tradizioni
Casina: a due mesi dalla scomparsa, la vita di Angelo Filippi, sempre presente ai grandi appuntamenti con la storia del secolo scorso.


N. 103
Aprile
2004

La Copertina
Il sommario


Lavoro, Attualità e Politica
“Il caporalato? C’è anche qui da noi, a Felina, per esempio”: intervista a Dusca Bonini della Cgil sul declino di Cipputi.

Casa Giovanelli story: tolta la striscia contestata. Clamorosa decisione dell’ex Catasto che stralcia i famosi 66 mq.

Storia e Personaggi
Dolce amarcord in America Latina per Iva Zanicchi. Parla della guerra e di quand'era bambina: “E ritrovai papà”.


N. 104
Maggio
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità, Scuola e Volontariato
Africano di un don: il grande cuore di Viano abbraccia padre Marco Canovi e gli amici ugandesi del Karamoja.

La carica degli arrabbiati: Basta bla-bla! Parco nazionale: la protesta del Comitato. Lo sfogo di Bucci sulle colpe di Giovanelli e di Castelnovo per i ritardi.

Speciale: la Guerra e Noi
Il drammatico salvataggio del comandante Barbolini nella testimonianza di Otello Togninelli.

Due storici e rari documenti sul martire di Cervarolo don Battista Pigozzi.

La guerra di nonno Paolino vista con gli occhi della 14enne Clara.


N. 105
Giugno/Luglio
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica
E’ arrivato Josuè: dopo 33 anni, un neonato a Casello Vecchio di Roncaglio.

Feste, Tradizioni e Personaggi
Succiso: la favola di Albaro, sullo scuolabus rosso per le vie del paradiso.

Cervarezza: la Russia infernale dell’alpino Andrea Romei, il marconista primo a sapere della ritirata.

Lo Sport in Appennino
Il 53° Torneo della Montagna girone per girone: il Cavola punta a un tris mai realizzato finora, agguerrite le 20 rivali, con Gatta, Cervarezza, Baiso, Borzanese e Roteglia in pole-position. Juniores in crisi: solo sei squadre iscritte. Tutti gli albi d’oro e le ultime di mercato.


N. 106
Agosto
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica
Tutti per super Michi: la scuola e gli altri protagonisti della battaglia per la vita di un bambino di 10 anni.

Nostra inchiesta esclusiva: abbiamo trovato Merlin Hueppchen, copilota del B-25 americano precipitato nel 1944 vicino a Frassinedolo ospitato da don Vasco Casotti insieme a due connazionali.

Idee a duello sulla pista che scotta: parlano Felicino Magnani e Benedetto Valdesalici.

Storia, Tradizioni e Personaggi
Film, moto e solidarietà: intervista a Chicco Salimbeni dopo lo strepitoso successo del corto “L’Intoccabile”.

N. 107 Settembre
N. 108 Ottobre
2004

La Copertina


N. 109
Novembre-Dicembre
2004

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica
Bisturi e cuore: 138 interventi per Anna Ghirardini e gli altri medici. Da Toano in Tibet.

Franchi e Leoncelli fuori dagli schemi: no a poltronismo e potere dei pochi.

Lo Sport in appennino
Formula Uno in miniatura: il carpinetano Marco Donadelli piccolo Schumi del telecomando.

N. 110
Gennaio 2005

La Copertina
Il sommario


Società, Scuola e Politica
La zuppa degli dei: boom a Casale per un antico cereale. Luca Valentini coltiva il farro.

Al via la Comunità montana dell’era Pignedoli: gli incarichi, le intenzioni, le curiosità e le prime critiche.

Speciale Natale
Il presepe vivente dei bambini a Bebbio: tutti al lavoro, ma in scena solo giovanissimi.

Storia, Arte e Personaggi
Ciano: sempre più in alto il canto di Mikela. Nel nuovo cd anche la firma di Strabba.

N. 111
Febbario Marzo 2005

La Copertina
Il sommario


Volontariato e Società
Un secolo per ritornare: la magnifica epopea della famiglia Frossiani, dal capostipite Achille che lasciò Civago per l’Argentina al pronipote Jorge tornato con genitori, moglie e figli.

Attualità
Quanto ci costa quella fascia? Nostra inchiesta su paghe e gettoni degli amministratori.

Speciale Resistenza
Al servizio di Dio e dei fratelli: vita e guerra del martire don Pasquino Borghi.

Lo Sport in Appennino
Carpineti: l’impennata da fuoriclasse del 19enne Matteo Bonini che debutta nel Mondiale Mix 2 di motocross.

N. 112
Aprile 2005

La Copertina
Il sommario


Attualità e Politica
Ok, il piatto è giusto: incontro con Maria Grazia Nibali, “giurata nutrizionista” in tv con la Zanicchi a “Il Piattoforte”.

La guerra del latte: Ferrarini, Gazzolo, Cavola e gli altri caseifici a caccia dell’oro bianco. A Vetto chiude Groppo.

Speciale Storia
Cinquant’anni fa a Colombaia assassinati Munarini e Rossi: tutta la vicenda e l’analisi di quel periodo fatta dall’on. Danilo Morini.

N. 113
Maggio 2005

La Copertina
Il sommario


Attualità
Cinque Terre, dove il Parco funziona c’è al centro l’uomo. Nostra intervista al presidente Franco Bonanini

Scuola e Volontariato
Arriva Milly, un aiuto a prova di latte: dalla scuola elementare di Migliara una mucca per il progetto Hanga in Tanzania

Storia e Personaggi
Dal coma alla laurea: la storia coraggiosa di Alessia Tacconi, ex promessa dello sci

Speciale 25 Aprile
Violenza e ricerca: intervista allo storico Massimo Storchi sulla Resistenza

N. 114
Luglio 2005

La Copertina
Il sommario


Giovani e Scuola
Tutti a Colonia! In vista della Giornata mondiale della gioventù, nostra inchiesta fra i giovani. “Saremo più di 100!”


Speciale Turismo
Mille feste. Anche per te: tutti gli appuntamenti in Appennino fino a metà luglio

Ligonchio: successo per la 1ª Festa del salame


Storia e Personaggi
Inchiesta: la tradizione del “pom ross” di Temporia

In 40 da Genova a Cortogno per commemorare il martire Settimo Giudici


IMMIGRAZIONE E DINTORNI/IL NOSTRO FORUM

Parliamone. E parliamoci

Sì alla solidarietà, no al buonismo. Non generalizziamo, ma affrontiamo i problemi che esistono. Controllo e sicurezza non significano coprifuoco. Pignedoli, Grisanti e Tamagnini a confronto.

di Armido Malvolti

Alcuni fatti gravi accaduti nelle scorse settimane hanno contribuito a fare esplodere sulle pagine dei giornali locali il problema immigrazione a Castelnovo Monti. A leggere certi titoli e ad ascoltare le parole di alcuni sembrerebbe quasi di essere precipitati nel Bronx. La realtà, come spesso accade, è però molto più articolata, più complessa, ma anche meno drammatica di come qualcuno la dipinge. Tuttomontagna ha già più volte trattato il tema, ospitando varie opinioni. Con questo ampio servizio intendiamo proporre elementi di conoscenza e alcuni ragionamenti affidati a persone che, per il loro ruolo, sono quotidianamente sulla breccia. Il tentativo è quello di aiutare a compiere, attraverso la conoscenza, un salto di qualità nel confronto dialettico sia nelle istituzioni che tra la gente. Non trattiamo casi specifici, c’è già stato troppo clamore, ma il problema nella sua dimensione storica, culturale, economica e sociale. Prima, però, ci sentiamo di dover proporre ai nostri lettori alcune domande invitandoli a riflettere. A parti invertite, cioè in presenza di extracomunitari, adulti o bambini, vittime di atti di violenza, minacce o soprusi da parte di italiani, ben diffcilmente c’è qualcuno che spedisce lettere di denuncia ai giornali: perché? Forse che non siamo tutti esseri umani con pari doveri ma anche pari diritti? Non sarebbe sempre il caso, quando ad essere coinvolti in fatti spiacevoli sono i bambini, di usare la massima cautela e di riflettere sul male che il clamore provocato può arrecare loro? La regola dovrebbe essere che chi sbaglia (compreso chi suscita inutili allarmismi) deve risponderne sempre, italiano o straniero che sia: siamo tutti d’accordo o certi politici o aspiranti tali pensano che gli italiani (tutti?) hanno sempre comunque ragione e gli stranieri (compreso chi abita da Firenze in giù?) sempre comunque torto?

La "tavola rotonda" su immigrazione e sicurezza organizzata da Tuttomontagna: da sinistra, Leana Pignedoli, Sergio Tamagnini e Giancarlo Grisanti (foto Benito Vanicelli).

Elementi di conoscenza, si diceva. Al 30 giugno 2002, secondo i dati forniti dal Comune di Castelnovo Monti, gli extracomunitari presenti in montagna erano 1.115; a Castelnovo 511 così suddivisi: 229 marocchini (45%), 137 albanesi (27%), 78 (15%) provenienti dai Paesi della ex Jugoslavia e 65 (15%) con una provenienza molto variegata. Successivamente la situazione non è molto cambiata. E’ un processo in rapida evoluzione. Si è passati dal 2,66% della popolazione del 31 dicembre 1999 al 4,94% del 30 giugno 2002. Trattasi di un fenomeno, evidentemente inarrestabile nel breve periodo, le cui cause sono a tutti note; un fenomeno che merita un’attenta riflessione politica al fine di definire le più appropriate strategie per governarlo. La maggior parte risiede in abitazioni affittate (all’inizio soprattutto case poco appetibili agli italiani), ma cresce la quota di coloro che hanno acquistato una casa o intendono farlo. Il 78% lavora; il restante 22% risulta temporaneamente disoccupato, ma forse tra di loro c’è chi lavora in nero e chi è vittima di forme di sfruttamento prima sconosciute da noi, forme che richiamano alla memoria il triste fenomeno del caporalato. La stragrande maggioranza dei dipendenti è operaio comune, ma esistono anche alcune figure specializzate. I più sono occupati nelle imprese edili (albanesi ed ex jugoslavi) e in agricoltura (soprattutto arabi), ma anche in imprese meccaniche, alimentari, nei servizi e in ceramica. C’è poi il folto gruppo di donne comunemente chiamate badanti e ci sono gli irregolari, il cui numero è difficile da quantificare. Una situazione complessa, come si vede, da valutare e governare con equilibrio, mettendo al bando ogni forma di estremismo, da qualsiasi parte provenga.
Per parlarne abbiamo riunito attorno a un tavolo, per una sorta di tavola rotonda, il sindaco Leana Pignedoli, il direttore delle scuole elementari Sergio Tamagnini e Giancarlo Grisanti, rappresentante dell’associazione di volontariato “Vogliamo la Luna”. A parte abbiamo posto alcune domande a Tonino Ndoci, membro della comunità albanese. Ciò che pubblichiamo è una sintesi ragionata del loro pensiero.

Qui da noi il fenomeno immigrazione ha manifestato una certa consistenza a partire dalla fine degli anni Ottanta. Come lo giudicate: un bene o un male? Quale che sia il giudizio, lo ritenete irreversibile?
Pignedoli: “Sì, è un fenomeno inevitabile. E’ positivo o negativo? Non dobbiamo generalizzare, sbaglieremmo. E’ da considerare positivo se vuol dire ospitare persone o nuclei familiari provenienti da Paesi in difficoltà che cercano una nuova cittadinanza, che vogliono costruirsi un futuro contribuendo positivamente alla vita dei nostri paesi, che condividono regole comuni. Confrontare le differenze con correttezza è arricchimento di tutti. E’ da considerare un problema serio quando chi arriva si rende protagonista di azioni di sfruttamento, microcriminalità, lavoro nero, atteggiamenti di provocazione di ogni tipo. Comportamenti di questo genere sono estranei alla nostra comunità, quindi vanno respinti con forza. Occorre fare questa distinzione: guai se adottassimo o un assistenzialismo generalizzato o una ostilità generalizzata”.
Tamagnini: “Anch’io penso sia un dato di fatto, quindi esprimere un giudizio pro o contro è un po’ semplicistico. Prendiamo atto che esistono questi movimenti di popolazioni dall’Africa e dall’Est verso l’Europa e l’Italia, tra l’altro noi siamo stati investiti dopo rispetto ad altri Paesi europei. Io parlo in veste di dirigente scolastico, così posso dire che anche noi abbiamo registrato un incremento di alunni stranieri passando in breve da un 4-5% a più del 10%. Per certi aspetti è stato un fenomeno positivo, uno stimolo a guardarci attorno, a misurarci con culture, usanze, modi di vivere diversi dal nostro”.
Grisanti: “Io ho un’impresa, quindi anche valutandolo da questo punto di vista non posso che giudicarlo positivo. Non è una novità che da qualche anno si faccia fatica a trovare manodopera, soprattutto giovane. Vedo tanti colleghi, imprese edili ma non solo, che non hanno proprio possibilità di trovare manodopera locale. Anni fa, a partire da aprile, avevamo la fila di ragazzi che venivano a chiedere un lavoro per l’estate, ora non è più così. Quindi anche per lo sviluppo dell’economia locale la presenza di extracomunitari è importante. Premesso questo, penso che ospitalità e inserimento debbano essere programmati secondo regole precise”.

LA VIGNETTA DI GIF

La nostra terra ha vissuto decenni di emigrazione. Quindi i montanari dovrebbero possedere una marcata sensibilità verso i popoli in fuga dalla miseria e in qualche caso da guerre e oppressione, e dovrebbero accoglierli con atteggiamenti positivi. Nella realtà è così?
Pignedoli: “Di fatto penso che sia così. Pur di fronte ai numeri cui accennavamo, molti arrivi in pochi anni, la risposta della nostra comunità è stata buona. La nostra è una comunità che ha lavorato e sofferto molto e ha saputo costruire una propria storia basata sulle regole civili di convivenza; una comunità che ha sperimentato concretamente svariate forme di solidarietà: anche per questo procura sofferenza il fatto che si incrinano rapporti per atteggiamenti incivili di alcune persone”.
Tamagnini: “E’ vero che anche noi abbiamo vissuto il fenomeno emigrazione. Migliaia di montanari sono stati sradicati dalle loro case e catapultati in Paesi stranieri o nelle grandi città italiane. Poi, stabilizzatasi la popolazione e cresciuto il benessere, c’è stato come un processo di rimozione che ci ha portato a dimenticare le tribolazioni dei nostri nonni e padri e, di conseguenza, ad essere impreparati all’incontro con il fenomeno inverso: l’arrivo nei nostri paesi di centinaia di stranieri che con sé hanno portato culture, usanze, costumi e stili di vita diversi dai nostri. Forse questi arrivi massicci hanno incrinato un certo quieto vivere e ciò alimenta diffidenze, crea incomprensioni e genera paure”.

Ci pare pertinente parlare di impreparazione. Il fenomeno ci ha colti di sorpresa tanto che, quando abbiamo visto i primi albanesi e i primi marocchini, non pensavamo che potesse assumere le dimensioni attuali. Proprio per queste ragioni è importante fotografare la situazione ad oggi. Che grado di integrazione abbiamo, quali problemi riscontriamo quotidianamente?
Pignedoli: “Nel giro di tre anni sono più che raddoppiati, anche se in percentuale non superano il 5% della popolazione. Credo sia questo il dato che fa preoccupare le persone. La dimensione è data dal numero, e ciò a volte e in certi ambiti crea disorientamento. Sostanzialmente registriamo una situazione positiva. Abbiamo nuclei familiari che trovano una scuola che lavora per integrare e devo dire che la scuola è stato il primo servizio pronto a questo incontro; i servizi comunali si sono attrezzati: abbiamo aperto uno sportello proprio per agevolare l’informazione, sul versante della formazione sono stati organizzati corsi specifici sulla lingua, sui servizi veri e propri; sul mondo del lavoro occorre conoscere di più dati e condizioni di lavoro. Ci sono alcuni dati di criticità legati non tanto alle famiglie, ma piuttosto a persone di passaggio e a giovani i cui atteggiamenti preoccupano. Ma sono tutto sommato contenuti e circoscritti”.
Grisanti: “Organizzare dei corsi reputo sia molto utile. Non ci dobbiamo scordare che arrivano da realtà molto diverse per cultura, usanze e anche per religione. Per una buona convivenza, per inserirli nel nostro contesto, oltre che la nostra lingua è importante far loro conoscere le nostre tradizioni, le usanze e, soprattutto, le regole. Non per omogeneizzarli, ma proprio per coinvolgerli e renderli protagonisti alla pari nella società come nella scuola”.
Tamagnini: “E’ innegabile che il raddoppio dei bambini extracomunitari in due anni ha creato problemi anche alla scuola. Si pensi solo al multilinguismo. Già da alcuni anni il Ministero, prevedendo questi spostamenti massicci di popolazioni, ha messo a punto un progetto di educazione interculturale che ha permesso alla scuola di attrezzarsi, ma per fare una educazione interculturale occorre una preparazione non indifferente, occorrono mezzi e conoscenze che non sempre ci sono a sufficienza. Da qui le difficoltà in un quadro che reputo positivo”.

Entriamo più nello specifico. C’è chi denuncia situazioni di sfruttamento feroce, addirittura casi di vero e proprio caporalato. Sono fenomeni che in queste terre pensavamo fossero stati debellati da decenni. Le famose “regole” scomodate da alcuni non dovrebbero valere anche per gli italiani, a partire dai datori di lavoro?
Grisanti: “Sono assolutamente d’accordo. Lavoro nei cantieri e ho visto spesso situazioni da condannare. Sono comportamenti doppiamente sbagliati: perché sono lavoratori come i nostri e perché possono provocare reazioni anche scomposte. Essere sfruttati vuol dire in un certo qual modo anche essere maltrattati e non si può essere d’accordo con una simile situazione. Anche recentemente ho avuto modo di parlare con lavoratori di nazionalità albanese e ho avuto conferma di questa situazione”.
Pignedoli: “Anche in fase di discussione del bilancio, il Consiglio comunale ha affrontato questo problema. Mentre si parla di regole non si può far finta di niente. Abbiamo proposto un osservatorio e un tavolo di confronto sul tema del lavoro nero insieme alle associazioni di categoria e alle forze dell’ordine perché ci sia un monitoraggio e un controllo costante. La dimensione in termini numerici non sarà eclatante, però non è l’ampiezza che ne determina l’importanza. Il problema c’è e va risolto”.
La maggior parte lavora e svolge lavori che noi non vogliamo più fare; i più convivono tranquillamente con le nostre genti. Si avverte, però, se non una vera e propria crisi di rigetto, una crescente insofferenza alimentata anche da pericolosi pregiudizi. Quali iniziative è opportuno intraprendere per cambiare questo dato di fatto?
Tamagnini: “Mi sembra un problema prettamente culturale, educativo. Noi come scuola abbiamo delle indicazioni ben precise per stimolare la convivenza, l’integrazione, la conoscenza e il rispetto delle regole. Il nostro è un ambito educativo, dove si cerca di far crescere tutti i ragazzi indipendentemente dalla nazionalità. E’ un’opera spesso complessa, a volte anche difficoltosa, ma senza alternative.
Pignedoli: “Le iniziative sono certamente quelle della conoscenza. Bisogna abbattere qualche muro di diffidenze, avere voglia di misurarsi con culture diverse. Poi fare delle cose insieme. L’integrazione più facile è attraverso i bambini sia nella scuola che nello sport, ma bisogna fare cose assieme anche con gli adulti. Questo non è facile anche perché c’è la tendenza a vivere in gruppi separati per nazionalità. Ci vuole tempo”.
Grisanti: “Difficoltà e diffidenze ci sono perché si è lavorato a compartimenti stagni. Gli extracomunitari si sono isolati, forse un po’ ghettizzati, noi parliamo per conto nostro, altri parlano per conto loro: se non impariamo ad incontrarci e a parlare, difficilmente si abbattono i muri. Anche nella scuola, se i bambini non hanno dei messaggi chiari dalle loro famiglie fanno molta più fatica. L’educazione primaria deve darla la famiglia, poi c’è il ruolo della scuola, ma se a casa il bambino sente dire ‘dagli all’albanese’ si creano pregiudizi, si ergono muri che difficilmente la scuola potrà poi abbattere”.

Esiste un problema di ordine pubblico a Castelnovo legato alla presenza di extracomunitari? Secondo i carabinieri no, e comunque non è esagerato parlare di clima di paura?
Pignedoli: “Credo che il clima di paura ci sia un po’ in questo senso: gli ultimi gravi episodi hanno cambiato alcune percezioni nei luoghi dove la gente si incontra contribuendo ad aumentare quella diffidenza di cui si diceva. Se non vogliamo parlare di paura, parliamo di inquietudine. Vivere il proprio paese serenamente vuol dire un’altra cosa, vuol dire viverlo senza remore, senza dover fare i conti con il dubbio di poter essere coinvolti, anche solo come spettatori, in episodi come quelli richiamati. Gli atteggiamenti di pochi, sottolineo pochi, hanno generato questo clima negativo”.
Grisanti: “I primi ad essere stati danneggiati da questi episodi sono stati proprio gli immigrati. Hanno dato argomenti a chi tende a fare di tutte le erbe un fascio e questo è sbagliatissimo perché mette in cattiva luce, quindi in difficoltà, anche tutti coloro, e sono i più, che sono qui per lavorare e riscattarsi da una situazione di sottosviluppo. Credo quindi che i primi a condannare episodi di violenza che hanno per protagonisti extracomunitari dovrebbero essere gli stessi extracomunitari”.
Tamagnini: “Fatti come quelli richiamati pongono a noi un interrogativo: cosa facciamo per prevenirli? Conosciamo chi arriva sul territorio? Siamo informati su certe situazioni a rischio?”.

Generalizzare è facile. Sta di fatto che nel comune sentire di molti, se un italiano commette un crimine si tratta di atto individuale, se fa altrettanto un extracomunitario invece si tende a criminalizzarli in blocco. Questo atteggiamento non è diseducativo e controproducente?
Pignedoli: “In una comunità piccola come la nostra, conoscere chi ti sta attorno ti aiuta a giudicare razionalmente, a distinguere, a individuare il caso singolo. Nella gente ci deve essere la certezza che i pochi casi di non rispetto delle regole e della convivenza civile sono conosciuti e affrontati con decisione. Io credo che questo sia possibile, sarà un lavoro difficile, ma altra strada non esiste. Controllo e sicurezza non significano coprifuoco, sono la base di una convivenza civile”.
Grisanti: “Occorre una forte partecipazione della gente. Si parla molto nei bar, troppo poco con le istituzioni e con le forze dell’ordine. Partecipazione non è delazione, è aiuto alla conoscenza, è stimolo alle istituzioni a fare il loro dovere nell’interesse di tutti”.

Negli ultimi mesi sono accaduti alcuni fatti gravi, da condannare senza se e senza ma. Ciò premesso, a chi conviene esasperare i toni? E ancora: è giusto specularvi sopra per mettersi in mostra o per averne un qualche tornaconto, magari politico?
Pignedoli: “Esasperare non serve a nessuno così come minimizzare o far finta di niente. Serve la massima razionalità, affrontare la situazione in modo pacato, saper separare dal contesto più generale fatti riconducibili a persone ben precise, che del loro operato dovranno rispondere individualmente. Il resto è un paziente lavoro quotidiano, sono azioni anche non eclatanti nelle direzioni prima indicate, è favorire l’ospitalità nel rispetto delle regole che sono di tutti, quindi anche dell’ultimo arrivato”.
Tamagnini: “A chi giova? Forse a chi ha un atteggiamento duro, contrario al fenomeno dell’immigrazione. Chi pensa che debbano stare a casa loro, da questi fatti trova sostegno alle proprie tesi. E’ quindi importante non generalizzare, così come non limitarsi a sbraitare nei bar quando si è a conoscenza di episodi riconducibili alla competenza delle forze dell’ordine”.

Sindaco, viene usata la parola “risorsa”, l’ha adoperata recentemente anche il vice sindaco Marconi, intendendo dire che gli extracomunitari sono, appunto, una risorsa per la nostra economia e la nostra comunità. Qualche nostro concittadino reagisce in modo stizzito, forse perché convinto invece che siano un peso. Quale messaggio intende inviare il pubblico amministratore quando la usa?
“Credo ciò che diceva Grisanti prima in modo molto concreto. Ci sono dei settori produttivi dove gli italiani non vogliono lavorare, quindi se non ci fossero gli extracomunitari cosa faremmo? Chiuderemmo? Se invece l’immigrato viene visto come colui che lavora in nero o come la persona assistita, si generano contrapposizioni negative. Vorrei approfittarne per sfatare una leggenda che circola e viene alimentata forse ad arte, cioè che il Comune elargirebbe sussidi giornalieri. Non corrisponde al vero. Non esistono contributi fissi per gli stranieri. Se si privilegiano questi aspetti del problema, prendendo tra l’altro spunto da notizie non vere, allora è automatico vedere l’immigrato quasi come un nemico e non si capisce cosa vuol dire risorsa, se invece la valutazione è quella di Grisanti, allora siamo nel giusto”.

Grisanti, lei ha affermato che “la solidarietà deve differenziarsi dal buonismo e dall’assistenzialismo”, vuole spiegare meglio cosa in pratica intende proporre?
“Mi baso un po’ sulle esperienze della nostra associazione. Ci siamo sempre occupati di bambini in emergenza, con risultati anche molto positivi. Posso testimoniare che la nostra montagna, quando si tratta di solidarietà, ha sempre risposto aldilà di ogni aspettativa e sono convinto che così sarebbe anche se si trattasse di bambini o di famiglie di immigrati. Il buonismo è un’altra cosa. In concreto è buonismo il lasciar fare ‘perché poverino arriva da chissà dove’. Un atteggiamento del genere è dannosissimo sia per gli immigrati, perché allontana il loro inserimento basato sulla conoscenza e il rispetto delle regole, che per la nostra gente e i nostri ragazzi, perché manda messaggi negativi”.

Direttore Tamagnini, nelle scuole elementari del comune, su 450 alunni, ben 52 sono extracomunitari. Quali problemi crea la loro presenza? Esistono problemi seri di convivenza con i bambini italiani?
“Credo che problemi di convivenza non ne esistano. La loro presenza ci obbliga a rivedere il nostro modo di lavorare non perché si comportano male, sono violenti o aggressivi, ma perché siamo chiamati ad approntare e a mettere in pratica progetti di intercultura alla base dei quali c’è l’accoglienza, la conoscenza delle loro origini. Il progetto comprende anche l’educazione alle regole. Non è né facile né semplice insegnare quando in una classe ci sono bambini provenienti anche da cinque o sei Paesi diversi, ma sono convinto che tutto sommato la scuola si sia attrezzata al meglio. Certo, ci sono anche bambini difficili, ma questi ci sono sempre stati e continueranno ad esserci indipendentemente dalla nazionalità. Si parlava di risorse: per noi scuola questi bambini sono sicuramente una risorsa, un arricchimento”.

L’ultima domanda al sindaco. Non sarebbe il caso di pensare a una conferenza comunale sull’immigrazione, proprio per alzare il tono del confronto?
“Stiamo pensando a quale può essere il modo migliore. Non so se il tema si presta a una grande assemblea, il rischio è che possa diventare un’occasione che stimola l’uso di toni forti col risultato di approfondire i solchi. Quello di cui sono certa è che bisogna lavorare su incontri più piccoli, più mirati, articolati per gruppi. I nostri servizi, che sono anche strumenti preziosi di conoscenza, ci possono aiutare...”.

... non penso a un’assemblea tanto per farla. Penso a un’iniziativa che può avere molte articolazioni proprio perché trattasi di un problema con tante sfaccettature: politiche, economiche, culturali, sociali e religiose. Penso a questo allo scopo di allargare il discorso per coinvolgere più soggetti possibile...
“... sì, vediamo quale può essere il modo migliore. Incontrarsi, parlare, confrontarsi, conoscersi e farsi conoscere va bene. Servizi sociali e scuola sono soggetti importanti. Altrettanto importante è fare cose insieme. Il Comune intende fare la sua parte. Le scuole mi pare si stiano muovendo bene. Altrettanto le forze dell’ordine. Mi auguro che altrettanto vorranno fare i partiti, le associazioni, i sindacati, le associazioni di volontariato, la Parrocchia, i cittadini italiani e i cittadini stranieri”.

 

IMMIGRAZIONE E DINTORNI/TONINO NDOCI

Il coltello non ci appartiene

Non rientra nelle tradizioni dell’Albania risolvere così le controversie. Chi lo fa, va punito. Problemi di cultura tra le diverse comunità.

Tonino Ndoci (nella foto) è nato in Albania nel 1963. E’ in Italia dal 1997 e a Castelnovo Monti dal 2000. Vive qui con la moglie File e i figli Elvis di 12 anni ed Endrit di 10. Lavora nella ceramica Provenza di Carpineti con la moglie. Tonino è laureato in chimica, File in agraria. Lui lavora in laboratorio, lei in smalteria. Entrambi sono assunti a tempo indeterminato. Sono tra le tante vittime del conflitto interno all’Albania. Hanno perso lavoro, casa e proprietà personali. Da qui la decisione di emigrare nel nostro Paese: prima tappa in Calabria, poi, una volta regolarizzati, hanno trovato il lavoro a Castelnovo tramite conoscenti. La scelta dell’Italia è stata dettata da affinità culturali, da ragioni di vicinanza, da amicizie nel nostro Paese.

Come si trova a Castelnovo Monti? La sua famiglia è contenta di vivere qui?
“Premesso che, esistendo le condizioni, preferirei vivere nel mio Paese, debbo dire che qui mi trovo tutto sommato bene. Anche la mia famiglia è contenta di stare qui, soprattutto i bambini che ormai vivono Castelnovo come fosse la loro terra”.

In fabbrica come sono i rapporti con i compagni di lavoro italiani?
“All’inizio è stato difficile: io ero l’albanese, quindi quasi un corpo estraneo. Ora sono trattato come uno di loro”.

Secondo lei, a che punto è il processo di integrazione degli extracomunitari in questo paese?
“Bisogna premettere che gli albanesi arrivati qui si dividono in due categorie: le famiglie e i singoli. Le prime sono facilitate a integrarsi in quanto pensano di rimanere qui, di far crescere qui i loro figli, di lavorare per elevare il loro stato sociale; i secondi si sentono di passaggio, quindi cercano il guadagno più rapido possibile per poter tornare al più presto in Albania o per trasferirsi altrove”.

Che giudizio dà di alcuni fatti criminosi che hanno visti coinvolti cittadini albanesi o della ex Jugoslavia?
“Un giudizio estremamente negativo. Sono fatti che danneggiano soprattutto noi. I motivi possono essere tanti, anche casuali, ma comunque non giustificabili”.

Molti castelnovesi pensano che i suoi connazionali portino con troppa facilità il coltello in tasca. Cosa si dovrebbe fare per far cessare questa assurda abitudine?
“Non rientra nelle tradizioni dell’Albania risolvere eventuali controversie con il coltello. Attenzione quindi a non generalizzare: gli albanesi che girano per Castelnovo con il coltello in tasca sono meno delle dita di una mano. I responsabili vanno individuati e messi di fronte alle loro responsabilità. Se necessario anche espulsi”.

Quando accadono fatti gravi con protagonisti cittadini extracomunitari, non crede che prima di tutto dovrebbero essere le comunità degli immigrati a insorgere e a condannarli? In definitiva i primi ad esserne danneggiati siete proprio voi.
“Dentro di noi reagiamo nel modo dovuto. Anche la comunità, nella sua stragrande maggioranza, reagisce e cerca di attivare tutti gli strumenti di cui dispone per individuare e isolare i responsabili. Siamo consapevoli che per colpa di pochi si danneggia l’immagine di tutti”.

Cosa si dovrebbe fare, che oggi non si fa, per favorire l’integrazione?
“Prendiamo atto che esistono differenze culturali. In generale c’è una forte differenza di cultura, di sapere in senso lato, tra italiani e albanesi. Nel nostro caso è accentuata dal fatto che molti dei miei connazionali giunti qui sono di estrazione contadina. Alcuni sanno a fatica leggere e scrivere, certi consumi che sono normali per gli italiani erano una rarità in Albania. Se queste sono le premesse, è da qui che bisogna partire. Non basta il lavoro, non basta la casa, non bastano i soldi: occorre investire in cultura e questo compito non può essere demandato ai soli immigrati, devono essere gli italiani a guidare i processi di integrazione. L’italiano ha la cultura, ha i mezzi, ha una storia che gli ha fatto conoscere l’emigrazione, quindi ha le carte in regola per aiutare l’extracomunitario a inserirsi. A sua volta l’immigrato deve aprirsi, accettare l’inserimento, le regole del Paese che lo ospita. Quindi servono i corsi di alfabetizzazione, serve imparare la lingua, serve la formazione anche professionale, servono i momenti di incontro e confronto, serve organizzare iniziative insieme nei campi più svariati. Non si deve dimenticare che a dividere l’Italia e l’Albania è solo un braccio di mare; che il 70% degli albanesi capisce l’italiano, che ci sono delle affinità e antichi legami che risalgono al tempo dei Romani. Quindi può essere facile capirci. Voglio aggiungere che da entrambe le parti è necessario isolare gli estremisti”.

Spera di tornare nel suo Paese?
“Il pensiero c’è sempre, ma ormai sia io che mia moglie viviamo per i nostri figli e alla fine peserà soprattutto il loro parere. Però, anche se non tornerò, ciò non significa rinnegare le origini”.

Armido Malvolti

 

IMMIGRAZIONE E DINTORNI/PARLA DAVOLI

No ai coltelli per strada

“Ho parlato di fatti, non di pregiudizi. Non voglio negare gli aiuti. Non volevano che si parlasse di certi problemi”.

di Giuseppe Delfini

Gli è bastata una lettera aperta al vice sindaco di Castelnovo per diventare un personaggio, un punto di riferimento per tante notizie e per una miriade di sfoghi sui problemi legati alla sicurezza, all’ordine pubblico e all’integrazione degli immigrati. Parliamo di Alessandro Davoli (nella foto), ramisetano, spesso, per lavoro, in giro per il mondo.
“Dopo il primo intervento - racconta Davoli - ho ricevuto decine di telefonate, apprezzamenti, segnalazioni, anche da persone che non conoscevo, che mi raccontavano episodi accaduti. La gente ha voglia di parlare, ma non lo fa con gli amministratori pubblici. Anche perché forse sono questi ultimi a non ascoltare i cittadini: di solito sono loro che parlano...”.

Alessandro Davoli

Cosa l’ha spinta a gettare un sasso in questo stagno?
“Il fatto che mio figlio si sia trovato coinvolto nell’episodio del tentato omicidio del 10 novembre. Quello che più mi ha scosso, nell’occasione, è stato il notare come, anche da parte dei giovani, si sta rischiando di abituarsi a un ambiente sempre più violento. Quello, poi, era stato solo un episodio. In quel periodo ne sono accaduti di ogni genere. Non ho parlato di impressioni, e non ho voluto far passare una mia opinione o dei pregiudizi. Ho parlato di avvenimenti accaduti e riportati da testimoni, ma il fatto grave è stato parlarne. Evidentemente, ho sfiorato un tasto che non volevano che fosse toccato. Ho riferito di crimini pesanti, ma per le autorità il problema, appunto, era parlarne, farlo uscire sui giornali”. Davoli si riferisce al tentato stupro del 21 dicembre, del quale, nonostante la sua segnalazione, era stata “stoppata” la pubblicazione sui quotidiani, avvenuta poi in febbraio su Tuttomontagna. Il presunto violentatore è stato infine arrestato.
“Mi piace ragionare sulle cose e voglio che mi si contesti su di esse. Ho presentato un elenco di fatti gravi verificatisi e ne ho chiesto ragione, senza fare commenti generali. Ho chiesto cosa si intendeva fare di fronte a determinati problemi. Non è una mia invenzione che in queste circostanze fossero coinvolti alcuni immigrati extracomunitari”.

Lei cosa ha fatto, in sintesi?
“Ho scritto all’Amministrazione comunale, che credo abbia responsabilità in merito all’ordine pubblico”.

Come valuta la risposta ricevuta?
“Mi ha fatto male vedere una reazione irritata e non costruttiva. A tutt’oggi, poi, non ho ancora ricevuto le risposte richieste”.

Per esempio?
“Mi piacerebbe sapere, in termini assoluti e percentuali, il valore delle risorse destinate dai servizi sociali agli extracomunitari e agli italiani. Non voglio negare gli aiuti. Anche noi, inoltre, siamo stati un popolo di emigranti, e io stesso lo sono per la maggior parte della mia attività di consulente. Perché, però, in tante occasioni si aiutano le famiglie degli extracomunitari e non le italiane? Perché alle famiglie immigrate si offrono una serie di aiuti che quelle italiane nemmeno si sognano? Mi pare si stia parlando di risorse importanti di tutta la comunità, di interventi che riguardano la famiglia nel suo aspetto sociale e interno. Questi amministratori non hanno avuto carta bianca per fare quello che vogliono”. E ancora: “La provincia di Reggio è al primo posto in regione per la presenza di stranieri, mentre nel comune di Castelnovo nell’ultimo anno si è registrato, come provincia, il maggior incremento in percentuale sempre per le presenze di stranieri. Come mai?”.

L’hanno accusata di essere uno xenofobo...
“Non provo avversione verso alcuno. Xenofobia, inoltre, significa aver paura degli stranieri. Ora, siamo in presenza di episodi di furti, stupri, tentati omicidi, molestie alle ragazze condite con minacce di morte, aggressioni con coltello: se continuiamo così, potrei diventare legittimamente xenofobo”.

“Tutti i mali vengono dagli stranieri”: è una frase che le è stata attribuita dalla Gazzetta di Reggio.
“E’ una frase che non ho mai detto né scritto - ribatte deciso Davoli - né tantomeno pensato. Potremmo dire, per controbattere, che tutti i mali vengono dagli amministratori, a livello nazionale e locale, che non hanno saputo governare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. In ogni caso, per quella frase e per alcuni articoli poi apparsi, ho presentato denuncia per diffamazione alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, tramite il mio legale avv. Noris Bucchi. Seguirà a breve citazione per danni, e alle persone coinvolte verrà chiesto un risarcimento di 100mila euro ciascuno”.

Cosa si sente di proporre?
“Ad esempio, bisognerebbe fornire agli immigrati anche indirizzi di educazione civica, dirgli chiaramente cosa è giusto e cosa è sbagliato nella nostra società, spiegargli che non si gira col coltello per strada. Potremmo evitare gesti incomprensibili a noi, ma che per loro, per la loro cultura e storia, sono normali. Se vincerò la causa, parte del ricavato sarà devoluto per organizzare corsi di educazione civica e sulle regole di base della nostra società. Credo poi che nel lungo periodo si dovrà studiare un ‘percorso di ritorno’, almeno per parte degli immigrati, anche perché un uomo sradicato dalla propria terra rimane un uomo che soffre. Ho apprezzato - termina Davoli - l’intervento del sindaco Leana Pignedoli, l’ho trovato deciso e dettato dal buon senso. Ha voluto far passare il messaggio che da noi non ci si può far largo col coltello: l’ho ringraziata”.

MAGNANI/LEGA NORD

Segnale grave

"Nella vicenda del bambino minacciato sullo scuolabus a Castelnovo, il vero problema non è tanto quello di sapere se chi l'ha minacciato era albanese, italiano o di quale altra nazione, regione o provincia, e neppure, se vogliamo, la presenza o meno del coltello. Il nocciolo della questione sta nel fatto che un bambino non deve essere sottoposto a minacce o violenze di alcun genere". Lo dichiara Giacinto Magnani, capogruppo della Lega nord a Carpineti e in Comunità montana.
"Non importa se l'adulto che l'ha minacciato è salito sul pulmino o se era solo davanti alla portiera. Si tratta comunque di un segnale grave. Recentemente a Carpineti hanno dato fuoco alla macchina di un carabiniere. E’ un altro fatto molto pesante, siamo in presenza di un'escalation preoccupante di fatti da non sottovalutare - prosegue l'esponente leghista -. Sono preoccupato di questa situazione che si sta deteriorando. Vedo che qualcuno sta cercando di buttarla in politica". "Quello che mi sento di dire - termina Magnani - è che coprirsi gli occhi non serve a nulla e a nessuno. I problemi ci sono e vanno affrontati".

 

 

 
   

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